LUNEDÌ 25 OTTOBRE 2021




Il fatto

Campania, ragazzi in terapia intensiva per il Covid medico dell'Unità di crisi: 'Giovani intubati'

L'allarme su Facebook di Pina Tommasielli: 'Chiudetevi in casa'

di Redazione
Campania, ragazzi in terapia intensiva per il Covid medico dell'Unità di crisi: 'Giovani intubati'

"Ci sono molti giovani intubati". Hanno 18 anni, qualcuno 19 o venti. Ragazzi in terapia intensiva negli ospedali di Napoli per il virus. “Il dato più raccapricciante di questa terza ondata, è il numero di giovani (18-19-20 anni) nelle terapie intensive degli ospedali cittadini. Ci sono molti giovani  intubati. Chiudiamoci in casa e, se chiamati, andiamoci a vaccinare”. È l’appello lanciato da Pina Tommasielli, medico e responsabile per la medicina territoriale dell’Unità di Crisi della Regione Campania per l’emergenza Covid19, su Facebook.

Una conseguenza dalla diffusione delle varianti del virus che aveva già anticipato de Luca nella sua diretta social di venerdì. Annunciando che riaprirà le scuole solo dopo avere vaccinato anche i sedicenni oltre che gli insegnanti. 

Una situazione preoccupante i cui numeri sono stati inseriti dal governatore Vincenzo De Luca nell'ordinanza con cui ha chiuso piazze e lungomari. “I dati relativi alla Regione Campania – è scritto nell’ordinanza – attestano, anche per l’ultima settimana, un’incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, la diffusa circolazione di varianti di SARS-CoV-2 su tutto il territorio regionale, con conseguente alto rischio di diffusività e di malattia grave e un trend dei focolai in ulteriore aumento”.

“La Campania e Napoli – prosegue Pina Tommasielli – hanno il più alto  numero di defezioni, soprattutto tra il personale scolastico, alle convocazioni per la vaccinazione con AstraZeneca. Eppure, la Campania è tra le regioni dove il contagio corre più velocemente. Non esistono vaccini di serie A e di serie B: esiste la fiducia nella scienza e nelle Autorità Sanitarie italiane ed europee, nonché nella rete di sorveglianza per la rilevazione di eventi avversi che è molto attiva e performante. Chi ha il privilegio di appartenere alle categorie che oggi possono accedere alla vaccinazione non lo sprechi, per sé stesso e per l’intera comunità. Lo dobbiamo ai tanti che sono già in terapia intensiva e a quelli che oggi ci entreranno, per non avere avuto ancora questa opportunità”.

 

22-03-2021 11:47:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA