GIOVEDÌ 01 DICEMBRE 2022




Il caso

Caso Scafarto, la Procura di Roma chiede il rinvio a giudizio dell'assessore di Castellammare: "Va processato"

É accusato di avere depistato le indagini per incastrare il padre di Renzi

di Redazione
Caso Scafarto, la Procura di Roma chiede il rinvio a giudizio dell'assessore di Castellammare:

"Gianpaolo Scafarto deve andare a processo". A chiederlo é la Procura di Roma che vuole il rinvio a giudizio per l'assessore alla sicurezza e alla legalità di Castellammare. Voluto in giunta dal sindaco Cimmino da protagonista dell'inchiesta Consip, quello che accade in queste ore è un copione annunciato. Scafarto è accusato di avere falsificato le prove per aggravare la posizione del padre dell'ex presidente del consiglio Matteo Renzi da ex capitano del Noe. Con lui nell'ambito dell'inchiesta Consip anche Luca Lotti, ex ministro dello sport, l'ex numero uno dei carabinieri Tullio Del Sette e l’ex comandante dell’Arma toscana, Emanuele Saltalamacchia, l’ex consulente di Palazzo Chigi Filippo Vannoni e l’ex numero due del Noe, Alessandro Sessa. L'assessore Scafarto è ad un passo dal processo, nei mesi scorsi aveva provato a difendersi sostenendo che sulle intercettazioni aveva commesso degli errori senza volere incastrare nessuno. Una tesi a cui la Procura non crede. Secondo la Procura, Scafarto avrebbe prima rivelato alcune informazioni protette dal segreto d’ufficio e poi depistato le indagini.  In particolare, avrebbe reso noto le dichiarazioni di Luigi Marroni (amministratore delegato di Consip) e Luigi Ferrara (ex presidente di Consip). In più, per incastrare il padre di Matteo Renzi, Scafarto avrebbe attribuito la frase “Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato” ad Alfredo Romeo, imprenditore coinvolto nell’inchiesta. In realtà a pronunciare la frase era stato Italo Bocchino. Inoltre, avrebbe cancellato Whatsapp dal cellulare del suo colonnello per complicare il lavoro degli investigatori nella ricerca dei messaggi che si erano scambiati. Per questo motivo era stato sospeso dall'Arma dei carabinieri per poi essere nuovamente reintegrato grazie ad una sentenza favorevole della Cassazione. Dopo avere riottenuto la divisa ha accettato l'incarico al fianco del sindaco Cimmino che, fino ad oggi, ha blindato il suo assessore.
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14-12-2018 16:24:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA