SABATO 18 GENNAIO 2020
Castellammare

Caso Terme, Cimmino ha tre giorni per decidere il destino di Sint

Il consigliere di Leu Scala: "Venga in consiglio a farsi dare il mandato"

di redazione
Caso Terme, Cimmino ha tre giorni per decidere il destino di Sint

Caso Terme di Stabia destinato a dividere maggioranza e opposizione. Il sindaco Cimmino ha tre giorni di tempo per decidere cosa fare su Sint, la partecipata del comune che detiene il patrimonio termale. L'otto agosto è convocata l'assemblea per la ratifica delle dimissioni del presidente Biagio Vanacore. Da quel momento l'amministrazione di centrodestra ha dinanzi un bivio: decidere se proseguire sulla strada indicata dal commissario prefettizio Cupello che ha messo in liquidazione Sint, o fare marcia indietro. Nell'ultimo atto a firma del dirigente del settore economico Verdoliva la scelta appare ormai fatta, quindi il giorno 8 dopo le dimissioni di Vanacore si dovrebbe dare il via alla liquidazione. Ma Cimmino in consiglio comunale si è tenuto ancora sulle generali e parte della sua maggioranza potrebbe non essere d'accordo. A scrivere al sindaco chiedendo di tornare in aula è Tonino Scala. Tonino Scala, consigliere comunale di Leu, scrive al Sindaco. "Entro questa settimana dovrebbe essere convocata l’assemblea dei soci senza che il Consiglio Comunale sia stato coinvolto. Poiché trattasi di decisione importante e vitale per il presente e il futuro del termalismo della città e del suo patrimonio immobiliare, Le chiedo, prima di qualsiasi assemblea che dovrà assumere decisioni vitali per la vita della società che detiene il patrimonio delle terme dove lei, per i poteri che la legge le affida, prenderà risoluzioni rilevanti in nome e per conto della città, il coinvolgimento del Consiglio Comunale, delle parti sociali, dei lavoratori delle terme e della Sint e della stessa città. Pertanto Le chiedo altresì, di concerto con il neo eletto presidente del consiglio comunale e i capigruppo, di convocare l’assise cittadina. Questo anche alla luce di un emendamento approvato in Commissione Affari costituzionali del Senato presentato dalla maggioranza di governo, con il quale si rinvia al settembre 2019, da settembre 2018, il termine entro il quale le amministrazioni pubbliche dovranno dismettere le spa giudicate inutili o in perdita. Lo slittamento potrebbe essere utile per una riflessione in merito a tale decisione".

06-08-2018 12:52:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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