LUNEDÌ 21 OTTOBRE 2019
Il fatto

Castellammare, a processo Teresa Martone e gli altri boss: patto scellerato

Slitta a novembre la prima udienza su estorsioni e racket per nove imputati

di redazione
Castellammare, a processo Teresa Martone e gli altri boss: patto scellerato

A processo tra i boss. Una donna al vertice del clan. Teresa Martone tra i capi delle cosche che affronteranno la prima udienza del processo su estorsioni e racket a novembre. Slitta di un mese l'inizio del processo che potrebbe riscrivere la mappa del potere criminale a Castellammare. Il rinvio, deciso lunedì mattina, per difetti di notifica a diversi degli imputati coinvolti. Per la Dda la vedova di Michele D'Alessandro al comando della cosca di Scanzano che gestisce droga e tutti gli affari illegali tra Castellammare e i Monti Lattari. Per gli inquirenti è la donna ad avere assunto il comando dell'organizzazione dopo l'arresto dei figli. A lei sono arrivati per anni i soldi del pizzo versati da imprenditori e commercianti, come il resto dei profitti delle attività illegali in Italia e all'estero, secondo quanto sostengono i magistrati della Dda. Sue le decisioni importanti del clan tra i più influenti della Campania. E lei martedì prossimo per la prima volta affronta un processo da imputata, dopo il blitz che, a dicembre scorso, portò all'arresto di quindici persone tra cui l'imprenditore Adolfo Greco. E proprio un incontro tra Teresa Martone e l'imprenditore stabiese è tra gli episodi di cui i due dovranno rispondere durante due distinti processi difendendosi dalle accuse del pm della Dda Cimmarotta. Le storie giudiziarie dei protagonisti dell'inchiesta, infatti, si sono divise. Mentre è già iniziato il processo a Greco al Tribunale di Torre Annunziata. A Napoli è fissata la prima udienza del rito abbreviato che vede nove imputati. Sempre considerato ai vertici di Scanzano con lei anche l'imprenditore Liberato Paturzo, l'uomo della cosca per gli appalti pubblici e privati. Nella lista anche Giovanni Gentile e Vincenzo Di Vuolo. Imputati anche Giovanni Cesarano, Aniello Falanga e Nicola Esposito per i Cesarano. E Raffaele e Francesco Afeltra per la cosca dei Monti Lattari che avrebbe estorto soldi agli imprenditori del settore dei caseifici. Quattro cosche legate da un patto per dividersi la torta degli affari illeciti tra Castellammare e i Lattari. Una mappa del potere criminale alla prova con il processo al via tra un mese. 

09-10-2019 12:40:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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