DOMENICA 04 DICEMBRE 2022




Il caso

Castellammare, dodicimila euro per gli arredi di un ufficio al comune. Di Martino a Cimmino: "Impresa scelta con affidamento diretto"

Il capogruppo di opposizione presenta un'interrogazione sull'acquisto

di Redazione
Castellammare, dodicimila euro per gli arredi di un ufficio al comune. Di Martino a Cimmino:

Dodicimila euro per arredare l'ufficio dell'avvocato del comune di Castellammare. Una cifra destinata ad una ditta stabiese scelta con un affidamento diretto. Sul caso presenta un'interrogazione il capo della coalizione di civiche Andrea di Martino che solleva più di un'interrogativo sia sull'entità della cifra per sedie e scrivania che per la modalità con cui è stata scelta l'impresa che ha fornito al comune gli arredi. In un post su Fb il consigliere di opposizione rende pubblico il testo presentato al Presidente del consiglio Ungaro: «Considerato che la stazione appaltante chiedeva il preventivo per la fornitura dei beni per l’allestimento dell’ufficio legale del nostro Ente ad altri due operatori economici i quali non rispondevano alla richiesta; l’articolo 36 comma II lettera A) dispone: “Fermo restando quanto previsto dagli articoli 37 e 38 e salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, le stazioni appaltanti procedono all'affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all'articolo 35, secondo le seguenti modalità: a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici o per i lavori in amministrazione diretta”; interroga per sapere il motivo e l’opportunità di scelta di una procedura non ordinaria». In modo particolare Andrea Di Martino chiede di conoscere in forma scritta «l’eventuale indagine di mercato compiuto dall’ente per una stima del valore economico dei beni acquistati; il motivo per cui l’amministrazione non ha provveduto a contattare altri operatori economici per avere più offerte da valutare in modo tale da scegliere quella economicamente più vantaggiosa; in considerazione all’inquietante interesse della criminalità organizzata di ogni appalto pubblicato dall’ente, così come sta emergendo dalle cronache di questi giorni, perché non procedere con un avviso ad evidenza pubblica; nella procedura in esame sono stati garantiti, ed in che modo, quei principi di imparzialità, legalità, economicità, efficacia, efficienza, pubblicità e trasparenza cui è dovuta la Pubblica Amministrazione nell’esercizio delle proprie funzioni». 


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16-02-2019 18:05:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA