MERCOLEDÌ 27 OTTOBRE 2021




La storia

Castellammare, i tesori di Stabia finiti in un traffico internazionale: tornano a casa

Trafugati dalle ville romane, da oggi esposti alla Reggia di Quisisana

di Redazione
Castellammare, i tesori di Stabia finiti in un traffico internazionale: tornano a casa

I tesori di Stabia tornano a casa. Rubati un anno fa sono stati ritrovati dai carabinieri. Questa mattina la riconsegna ufficiale e da oggi potranno essere apprezzati dai visitatori del Museo archeologico nella Reggia di Quisisana. I tre affreschi furono asportati da Villa Arianna e Villa San Marco. Le indagini, che hanno portato a questi importanti recuperi, sono state avviate dal Nucleo TPC di Monza nel 2020, che ha scoperto un traffico internazionale di opere d'arte. 

Sei strappi di affresco, databili al I secolo d.C., sono stati restituiti oggi, al dottor Gabriel ZUCHTRIEGEL, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, dal Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC). Presente anche il direttore Massimo Osanna.

Le indagini hanno permesso di verificare che i beni, non presenti nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database di opere d’arte rubate al mondo, sarebbero stati trafugati verosimilmente a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, esportati illecitamente e successivamente acquistati negli anni Novanta presso antiquari statunitensi, elvetici e inglesi.

Attraverso la collaborazione con Domenico Camardo, consulente tecnico della Procura della Repubblica di Torre Annunziata in merito agli scavi di Civita Giuliana, e gli archeologici del Parco Archeologico di Pompei, è stato possibili stabilire che gli affreschi, provenivano da pareti decorate dalle domus Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae.

I beni, la cui autenticità e provenienza sono state appurate grazie alla collaborazione dei funzionari del Parco Archeologico di Pompei, sono stati restituiti allo Stato su disposizione del Dipartimento VII della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano che ha diretto le indagini.

Nella stessa circostanza, alla presenza del dott. Nunzio FRAGLIASSO e del dott. Pierpaolo FILIPPELLI, rispettivamente Procuratore e Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, saranno restituiti tre strappi di affresco asportati dall’area archeologica di Civita Giuliana, a ridosso degli scavi di Pompei. Gli accertamenti che hanno portato al recupero dei tre affreschi asportati dall’area archeologica di Civita Giuliana sono stati avviati a luglio 2012, quando i militari del Nucleo partenopeo, nell’ambito di una complessa attività di indagine su un’organizzazione criminale dedita allo scavo clandestino e alla ricettazione di beni archeologici su territorio nazionale e all’estero, rinvennero una buca coperta da uno strato di lamiere, terra e coltivazioni, che conduceva a uno degli ambienti di una villa romana.

Le operazioni hanno permesso di sequestrare anche tre pannelli affrescati, divelti e provento di illecita attività di scavo, pronti per essere esportati. Attualmente l’area in esame è sottoposta a campagna di scavo a cura del Parco Archeologico di Pompei, su richiesta della Procura Oplontina e in attuazione di un protocollo d’intesa stipulato tra la stessa e il Parco Archeologico: le ricerche hanno portato alla luce una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana conservata in eccellenti condizioni, dalla quale sono emersi reperti di notevole importanza scientifica, come i due corpi di fuggiaschi, forse il padrone col suo schiavo, vittime dell’eruzione e individuati in un vano laterale del criptopotico, di cui è stato possibile realizzare calchi dalla resa straordinaria. Recentemente gli scavi hanno portato alla luce il corpo di un cavallo, di cui è stato realizzato il calco, e un carro da parata con bardature in bronzo.

18-05-2021 15:11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA