DOMENICA 03 LUGLIO 2022




Il caso

Castellammare, il comune assente al processo del falò della vergogna. L'opposizione a Cimmino: "Doveva andare in aula, invece il nulla"

Sei consiglieri al sindaco: "Ora parte civile contro i capo clan e Greco"

di Redazione
Castellammare, il comune assente al processo del falò della vergogna. L'opposizione a Cimmino:

Imputati i ragazzi che hanno trasformato la vigilia dell'Immacolata nella notte della vergogna per Castellammare. Ma al processo, cominciato ieri, il Comune non si costituisce parte civile. Cimmino lo annuncia quando i cinque giovani del Savorito vengono identificati come gli autori del messaggio di morte contro i pentiti. E, poi, ieri nessuno si presenta in aula a Torre Annunziata per chiedere che anche il comune faccia parte del processo. In mattinata Cimmino prova a difendersi spiegando che non è stata una dimenticanza. E con la replica, contrassegnata da gaffe, stravolge il percorso che il comune avrebbe dovuto fare per costituirsi parte civile e ripagare Castellammare dal danno ricevuto con il falò della vergogna ripreso da tutti i Tg nazionali a dicembre scorso. "Nessuna dimenticanza, nessuna distrazione. Era nostra ferma volontà costituirci parte civile nel processo contro i responsabili del falò della vergogna, che dovranno rispondere del reato di istigazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso, ma ciò non è stato possibile perché il Comune non è stato individuato parte offesa da parte del pubblico ministero e non ha ricevuto pertanto il decreto di citazione a giudizio". Poi su un terreno ancora più accidentato attacca la minoranza che aveva chiesto spiegazioni e sbaglia manuale confondendo il penale con il civile. "Ancora una volta, però, voglio essere buono con voi e ho deciso di regalarvi un manuale di diritto civile. Leggetelo bene, così magari eviterete di esporvi in futuro ad ulteriori pessime figure" dice esponendosi a facile ironia. In serata sei consiglieri di minoranza chiedono a Cimmino di costituirsi parte civile nel processo contro i capi dei clan e l'imprenditore Adolfo Greco: "Camorra è una cosa seria ed il Sindaco non può e non deve giocare su questo tema inventandosi ed accampando scuse improponibili. Il Comune non si è costituito parte civile contro gli autori del reato consumatosi nella notte dell’Immacolata allorché fu esposto uno striscione nel rione Mascarella sui falò con chiare minacce ai pentiti. Questo è il fatto. Punto. Una macchia indelebile per una città che da troppi anni vive sotto l’occhio vigile della Prefettura e dell’Antimafia. Olimpo non è il passato, è il presente che convive all’ombra, nei meandri oscuri di questa città. Il coinvolgimento di personaggi e di settori della malavita vicini alla macchina comunale così come abbiamo letto nelle inchieste, è un fatto incontrovertibile, su questi temi non si gioca. Il Sindaco ha cercato di giustificare la mancata costituzione di parte civile con una motivazione grave quanto giuridicamente falsa. Dov’è la delibera che da mandato alla costituzione civile? Dov’è materialmente l’atto che sarebbe poi dovuto essere disatteso dai giudici? Non vi è nulla, nulla di nulla. Sindaco stavolta non si scherza, l’abbiamo contestata, contraddetta, sbeffeggiata ormai quasi quotidianamente, ma oggi questa vicenda è grave sotto ogni punto di vista. Questo atto segna un punto di non ritorno da un punto di vista politico, lei come sempre ha deciso di non decidere. Lei sarebbe dovuto andare in aula a metterci la faccia, era utile necessario più delle multe il sabato notte, a quelle ci pensano le forze dell’ordine. Sindaco lei avrebbe dovuto dare un chiaro segnale a tutta la città. Un atto imperdonabile. Ormai la misura è colma. Su questo tema andremo avanti senza esclusioni di colpi. La camorra è una montagna di merda e la città non ne vuole essere immersa fino al collo. Tra poche settimane inizierà il Processo Olimpo, ci auguriamo che in quell'occasione non si commetterà lo stesso errore e ci farà la cortesia di costituire l'Ente che rappresenta quale parte civile". Poi Francesco Iovino, Giovanni Nastelli, Andrea di Martino, Tonino Scala, Tina Donnarumma e Massimo de Angelis chiedono l'invio della commissione d'accesso: "Per dirla tutta ormai non è più il tempo degli indugi, Sindaco, chieda Lei immediatamente la commissione d’accesso per i fatti del passato del presente ed a garanzia del futuro, per il bene di tutti i cittadini e il buon nome della nostra amata città".
Per ricevere le notizie direttamente su WhatsApp, memorizza il numero 327 982 50 60 e invia il messaggio "START" per procedere

18-06-2019 19:39:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA