MERCOLEDÌ 19 FEBBRAIO 2020
L'inchiesta

Castellammare, inchiesta della Dda sul voto di scambio: si indaga sui rapporti tra clan e politica

La senatrice dei Cinquestelle Manzo: 'Elezioni condizionate'

di redazione
Castellammare, inchiesta della Dda sul voto di scambio: si indaga sui rapporti tra clan e politica
Candidati sostenuti dai clan. Consiglieri comunali parenti di esponenti della criminalità organizzata. Campagne elettorali in cui si sarebbero acquistati consensi nei quartieri ad alto condizionamento criminale dal centro antico al Savorito. Condizionamenti al momento del voto e poi quando i sindaci si trattava di mandarli a casa a metà del cammino amministrativo o anche prima. Sul filo che ricostruirebbe, come su una unica tela sette anni di vita politica a Castellammare e tre elezioni si sta concentrando la Dda. Un'inchiesta volta a svelare i rapporti tra la politica stabiese e inclina Cesarano e d'Alessandro, dopo il terremoto giudiziario che, con l'arresto di Adolfo Greco, avrebbe invece svelato l'intreccio tra potere criminale e quello economico. L'inchiesta parte dallo scioglimento dell'amministrazione Cuomo, si sofferma sulle denunce presentate in più sedi dall'ex sindaco Antonio Pannullo e arriva fino alla vittoria del centrodestra con Gaetano Cimmino eletto sindaco, anche con il sostegno di Adolfo Greco e di suo figlio Luigi. Scrive la parlamentare dei Cinquestelle Teresa Manzo: "Le ultime tre elezioni a Castellammare di Stabia sono finite nel mirino della Procura Antimafia di Napoli per sospetti condizionamenti malavitosi. E’ uno scenario inquietante quello tratteggiato nell’articolo apparso questa mattina sul quotidiano Metropolis in cui si riferisce dell’esistenza di un’inchiesta – tutt’ora in corso - del pool antimafia di Napoli relativa alle ultime tre tornate elettorali per il rinnovo del consiglio comunale stabiese svoltesi in città rispettivamente nel 2013, 2016 e 2018. Elezioni che – se le ipotesi di indagine dovessero rivelarsi fondate – sarebbero state pesantemente condizionate da ingerenze della malavita locale". La senatrice continua: "Le indagini sono ancora in corso e ho piena fiducia nel lavoro dei magistrati napoletani che, sono sicura, sapranno fare luce sulla vicenda individuando con certezza eventuali responsabili e responsabilità. Come parlamentare del territorio in passato ho già sollecitato controlli circa eventuali inquinamenti del voto. Alla luce dei nuovi risvolti approfondirò la questione nelle sedi opportune perché la legalità e l’indipendenza della politica da pressioni malavitose sono il fondamento per la rinascita dei nostri territori".
13-02-2020 20:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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