MERCOLEDÌ 08 FEBBRAIO 2023




Il fatto

Castellammare, l'istituto Alberghiero in prima linea contro il bullismo: 'Denunciate i casi'

Il Viviani attiva uno sportello e il 5 dicembre promuove un convegno

di Redazione
Castellammare, l'istituto Alberghiero in prima linea contro il bullismo: 'Denunciate i casi'

Ragazzini vittime dei bulli via chat o sui social. A Castellammare l’istituto alberghiero “Raffaele Viviani” si mobilita per aiutare i ragazzi ad un uso consapevole di internet dopo il caso di Alessandro il tredicenne di Gragnano che si è tolto la vita vittima dei bulli. La scuola stabiese ha avviato un progetto, dal titolo “Parliamone Insieme”, di lotta e prevenzione al bullismo. Il primo passo è rappresentato da uno sportello virtuale di ascolto. Se ne occupa direttamente il team di esperti del digitale della scuola.  Gli alunni posso scrivere agli insegnanti, anche in maniera anonima, segnalando casi in cui ritengono di essere stati vittima o testimoni a scuola e pure all'esterno dell'istituto.

Nell'ambito di questa iniziativa il 5 dicembre in collaborazione con l’associazione “L’Aquilone Azzurro”, attiva sul territorio per la tutela dei minori e dei disabili, il Viviani ha organizzato un incontro con la dottoressa psicologa Lucia Lucarelli e don Salvatore Abbagnale. I due relatori si rivolgeranno ai ragazzi dei primi tre anni per spiegare quali sono i rischi del buullismo e come difendersi dalla violenza via social. Nell’arco della mattinata, le alunne e gli alunni saranno invitati, dopo la proiezione di alcuni video, a formare dei gruppi di riflessione comune che cercheranno di far emergere timori, bisogni e speranze.

“Ho rilevato una carenza di educazione affettiva ed emotiva all’interno delle classi del primo biennio di studi,” ha spiegato la professoressa Valeria Verbeni, referente dell’istituto “Viviani” per il contrasto e le strategie di prevenzione al bullismo e al cyberbullismo. “Sicuramente questo fenomeno è stato influenzato da ciò che i più giovani hanno vissuto durante il Lockdown legato all’emergenza pandemica. Inoltre, rispetto alle generazioni precedenti, ragazze e ragazzi tendono a relazionarsi sempre più attraverso i social media e l’assenza di contatto diretto li porta quindi ad amplificare o a sminuire esperienze di vita, sentimenti ed emozioni a cui non riescono ad attribuire senso e dimensione. In generale, poi, noi docenti abbiamo rilevato una generale diminuzione del livello di scolarizzazione, una problematica generata da complessi fattori famigliari, sociali, educativi e politici".


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01-12-2022 09:08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA