SABATO 22 GENNAIO 2022




Il fatto

Castellammare, lutto per Peppe Bruno morto di Covid: 'Un pilastro per noi'

Tante testimonianze per l'ingegnere colpito dal virus

di Redazione
Castellammare, lutto per Peppe Bruno morto di Covid: 'Un pilastro per noi'

Una bara che va via senza un saluto. Dolore ancora più straziante per chi deve dire addio ad una vittima di Covid, con i funerali vietati per il rischio contagio. In tanti, da ieri, ricordano Peppe Bruno. Soprattutto chi con l'ingegnere, morto per Covid a 82 anni, ha fatto un pezzo di strada nel percorso accidentato della sinistra tra vecchio e nuovo secolo. Ma anche quanti lo hanno conosciuto nel ruolo di manager dell'acquedotto di Napoli e poi di presidente dell'Ato 1, incarico ricoperto insieme a quello di Presidente delle Terme di Stabia fino al 2000. Morto ieri al Monaldi, era stato prima al pronto soccorso del San Leonardo. Ricoverato dal 18 ottobre, mentre molti stabiesi speravano potesse farcela. Giorni difficili in cui la situazione clinica è apparsa da subito critica per il virus che, sulle persone anziane, fa danni difficili da recuperare. I primi a ricordarlo ieri sono stati i compagni del PD, partito in cui ha militato fino alla morte: "Il nostro carissimo compagno e amico Peppe Bruno non ce l'ha fatta. La sua ultima battaglia, quella piu? difficile delle tante che ha combattuto, l'ha persa questa sera, contro un nemico bastardo e infido che da giorni lo teneva inchiodato in un letto d'ospedale. E siamo tutti attoniti e sconvolti, credevamo che lui avrebbe vinto, che ne sarebbe uscito. E invece cosi? non e? stato. Tutto d'un pezzo, guida ed esempio per tanti di noi, un pilastro del partito quando il partito era una grande famiglia, una solida comunita? di persone che condividevano gli stessi valori, gli stessi obiettivi". Nella mattinata di oggi il sindaco Cimmino: "Sono giorni tristi per la nostra città. Castellammare piange due vittime del Covid in questa seconda drammatica ondata della pandemia. Ho appreso ieri sera la notizia della scomparsa dell’ingegnere Peppe Bruno, stroncato dal virus al Monaldi, dove era ricoverato da diversi giorni. Storico militante della sinistra. Con lui se ne va un uomo dal grande rigore morale, che ha sempre posto la sua professionalità e competenza al servizio dei cittadini". Tra i più toccanti il ricordo dell'ex assessore Nicola Corrado, per anni legato politicamente e umanamente a Bruno: "E' stato come un padre per me e come si piange un padre adesso io lo piango. Peppe era un uomo buono, generoso, rigoroso, dotato di un’intelligenza sobria e acuta, Peppe era un burbero per nascondere la sua timidezza, la sua gentilezza di animo e di comportamento, Peppe era un sognatore moderno, un uomo di sinistra, un democratico,  un’intellettuale vero, autentico, schierato con i più deboli, con gli ultimi, con il popolo". Alberto Irace, manager e compagno di partito, ha voluto sottolineare il ruolo importante avuto da Bruno per i giovani: "Con Giuseppe Bruno mi sono confrontato per decenni. Si proponeva come alleato dei più giovani con cui amava parlare. Molte giovani intelligenze hanno costruito una relazione con il PCI di Castellammare di Stabia e di Napoli attraverso Peppe. Lui si sentiva responsabile di quei giovani e del loro rapporto col partito.  Mi sento più solo". Il capogruppo di Italia viva Andrea di Martino ne ricorda, invece, il rapporto restato intatto anche quando le strade si sono divise: "Ciao Peppe, te ne sei andato così, portato via da questo maledetto virus. Non siamo riusciti a parlarci, un solo ultimo maledetto messaggio. Io ti cercavo incredulo e tu eri in un letto di ospedale a combattere con la pandemia del secolo. Tu punto di riferimento, ci siamo confrontati e scontrati tante volte, ma con il rispetto e l'affetto di chi ha condiviso cose profonde ed indelebili. Le tue parole, i tuoi consigli, la capacità di ascoltare, recepire e fare sintesi. Il primo a cui comunicai lo strappo col PD e la mia candidatura a sindaco. "Capisco ma non condivido" mi dicesti, "devi essere tu il candidato del Partito così ti metti fuori ed io non ti sosterrò". Ma fosti il primo a telefonarmi il giorno dopo il primo turno e a dirmi che ero io tuo candidato. Eri così apparivi burbero ma ci volevamo bene, tanto bene. Ed ora mi manchi e piango".

04-11-2020 14:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA