SABATO 23 OTTOBRE 2021




Il fatto

Castellammare, rischio scioglimento consiglio per mafia: D'Apice verso le dimissioni

Il sindaco Cimmino prova a disinnescare il caso della Presidenza

di Mariella Parmendola
Castellammare, rischio scioglimento consiglio per mafia: D'Apice verso le dimissioni

"Grave quell'applauso ad un camorrista". Sono state le parole del procuratore Fragliasso a mettere un macigno sul futuro dell'amministrazione guidata da Gaetano Cimmino. Il caso D'Apice, con l'omaggio al padre condannato per camorra della maggioranza in consiglio comunale, ha proiettato Castellammare sulla scena nazionale pochi giorni prima dell'invio, da parte del Prefetto Valentini, degli ispettori. Sarà la commissione d'accesso a valutare se i clan D'Alessandro e Cesarano si sono infiltrati nel Comune. A procedimento avviato il sindaco Cimmino pensa ad una mossa per allontanare il rischio di tornare a casa con l'onta dello scioglimento per mafia. Da due giorni è stata fatta filtrare la decisione di Emanuele D'Apice di lasciare la poltrona di Presidente a meno di un mese dalla sua elezione e dal discorso sul padre che è diventato un caso istituzionale. Mentre dice "ci sto pensando". Si definisce "una vittima" e addossa le responsabilità della bufera nata dalle sue parole alle opposizioni. Il neo presidente è figlio di Luigi D'Apice, che ha scontato il carcere per associazione al clan camorristico Cesarano, conosciuto negli ambienti criminali come "Gigino o ministro". E' morto un anno fa. Il suo discorso in un video dove parlando del padre lo considera il suo maestro di vita. Oggi ad un passo dalle dimissioni dice: ''La camorra ha reso la mia infanzia un inferno; io rappresento il desiderio di riscossa dal cancro che ancora oggi martorizza la nostra terra; da quando ho pronunciato il mio discorso in aula - ha scritto - sto vivendo attacchi che hanno reso la mia esistenza un tormento, insieme a quella delle mie sorelle professioniste impegnate nel sociale". "Guardo a mio figlio... Un bambino non dovrebbe mai provare quelle sensazioni, e farò ogni cosa in mio potere e lotterò fino a che avrò fiato in corpo affinché nessun bambino della mia terra martoriata dalla camorra, possa provare sulla propria pelle quello che ho provato io'', ha aggiunto. E si definisce un giovane che ha provato sulla sua pelle cosa sia la camorra. Intanto le dimissioni non sono state ancora ufficializzate. E comunque difficilmente, a questo punto, terranno lontano il pericolo di scioglimento anticipato del consiglio comunale per camorra e 18 mesi di commissariamento prefettizio per interrompere quei fili tra clan e istituzioni.

02-06-2021 09:43:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA