DOMENICA 03 LUGLIO 2022




Il fatto

Castellammare, Scala all'attacco di Cimmino: "Città ferma e amministrazione confusa"

Dall'opposizione la sinistra sottolinea: "Solo ritardi e nessun atto concreto"

di Redazione
Castellammare, Scala all'attacco di Cimmino:

"Castellammare è ferma, il Sindaco non appare in grado di prospettare soluzioni né un programma,  e non mette il Consiglio nelle condizioni di lavorare". Un lungo documento a firma di Leu, la sinistra a otto mesi dal voto passa in rassegna i punti che ritiene critici di Cimmino alla sua esperienza da sindaco e della sua squadra. Un testo conclusivo di un incontro svoltosi oggi a cui ha partecipato il capogruppo Tonino Scala che parte proprio dai temi che dovevano essere al centro di consigli comunali fissati in questi giorni e poi rinviati.
"La convocazione e l’ordine del giorno del Consiglio del giorno 11 febbraio, successivamente rinviato, fotografa lo stato di confusione in cui versa questa Amministrazione: 
1. Discussione su servizio di raccolta e smaltimento rifiuti; 
2. Discussione su Opere pubbliche
Per fare cosa? Considerata la serietà e la gravità degli argomenti, non si comprende. Ritornerò però su quest’aspetto.
Stessa storia per il consiglio previsto su Fincantieri: nessun atto, nessun provvedimento, nessuna iniziativa; eppure i giornali ci consegnano notizie poco rassicuranti sul clima che pesa sui lavoratori e per le prospettive stesse del Cantiere. 
Abbiamo toccato con mano  nel Consiglio la povertà di idee di cui è  connotata l’azione amministrativa sul grande e difficile tema del rilancio del termalismo: si oscilla tra la delega in bianco al liquidatore e l’atteggiamento soddisfatto per un bando che nei fatti è fallito. Dopo 8 mesi siamo al punto di partenza.
Stiamo aspettando i documenti sul Dos di cui il Consiglio che dovrebbe discutere; quello che abbiamo letto non ci convince, né ci sembra si sia stimolato  un coinvolgimento vero delle parti sociali, della città.
Nessuno di noi ha mai nascosto che molti problemi si sono accumulati negli anni, che provare a risolverli non è semplice e richiede tempo; ciò che appare evidente, però è che questa Amministrazione non sa e non appare in grado di indicare idee, percorso e tempi per dare sostanza alla svolta della quale la città sente il bisogno.
Una svolta necessaria anche per combattere  il malaffare, il controllo e la capacità di penetrazione  della camorra in tanti settori dell’economia della città, il suo condizionamento e asservimento di settori produttivi e del mondo delle professioni, della politica. Un fenomeno più esteso e inquietante di quanto anche i più avvertiti di noi avessero colto.
Serve una svolta seria anche per liberare la città, le sue energie migliori, i nostri quartieri dalla camorra.
Non c’è nessuna esagerazione e nessuna soddisfazione in queste nostre affermazioni, siamo semplicemente preoccupati!
Basta riprendere in mano le dichiarazioni programmatiche del Sindaco per verificare le distanze rispetto agli atti prodotti: Quartieri, Porto, Silos,opere a terra di M.di Stabia, Piano Casa,dissesto idrogeologico, Sarno, Reggia.
Basta valutare  quanto sta accadendo sulla proposta di  Bilancio, sugli atti  propedeutici che, come la legge prevede, andavano predisposti per tempo, a partire dal Piano per le Opere pubbliche, per toccare con mano lentezze, confusione, inadeguatezza dell’azione di governo.
Basta, come abbiamo già detto, ritornare sulla confusa, pericolosa e contraddittoria vicenda della Sint, del bando fatto. Altro che spezzatino, si paventa il rischio, anche con nuove perizie per la valutazione dei beni, di una pericolosa e inaccettabile svendita .
Noi lo ribadiamo, su questo delicato e complicato tema del rilancio del Termalismo, senza un coinvolgimento istituzionale più ampio, senza creare le condizioni, sulla base di una proposta seria, i privati difficilmente interverranno. Anche per queste ragioni insistiamo affinché sia apra un processo di collaborazione con la Regione, con l’ASL che assuma come priorità anche quello di far ritornare Castellammare nel mercato Termale:  provando ad aprire intanto e subito le Antiche Terme. Sarebbe un segnale serio e importante per i lavoratori e la Città. Noi lavoreremo, insieme alle forze disponibili, per realizzare questa prospettiva.
Ma ci consentano il Sindaco, il Presidente del Consiglio  di richiamare la loro attenzione e la loro responsabilità sul modo in cui organizzano il lavoro del Consiglio Comunale,  sulle modalità in cui i Consiglieri, a fronte di atti gravissimi, non vengano posti nelle condizioni di assumersi delle responsabilità, di decidere e deliberare. La convocazione del Consiglio dell’11 febbraio rappresenta la plateale e lampante dimostrazione della confusione esistente.
Dopo nostre insistenze abbiamo ricevuto a spot alcuni documenti: una relazione senza firma e protocollo - si presume dell’assessore al ramo - sul funzionamento dell’appalto e relazioni, determine, sentenze su alcune opere pubbliche.
Sui rifiuti si tratta di una denuncia parziale, ma forte sul fatto che l’appalto di oltre 90 milioni di € non funziona. Se le cose stanno come sono descritte, basterebbe citare il solo fatto che siamo ben al di sotto della percentuale di differenziata prevista per legge.
Laddove  - come pure è lecito pensare - stiate proponendo la rescissione del contratto, esistono atti, di chi è preposto a farlo - il dirigente del settore, il rup, il dec - da dove si evince che siano state fatte contestazioni puntuali?
Il Consiglio, a fronte di così gravi inadempienze contrattuali, di costi che ricadono sui cittadini su cosa dovrebbe votare?
La Giunta, il Sindaco cosa propongono?
O si pensa che con la sola discussione ci sia  messi a posto con la coscienza?
Siamo di fronte ad un fatto grave!
Sul secondo punto relativo alle OOPP la situazione è ancora più grave e inquietante. Per i contenziosi aperti, per le condanne subite dall’Ente rischiamo di determinare debiti fuori bilancio per diversi milioni di €. 
Per intenderci stiamo parlando di Casa  del Fascio, delle Stimmatine, di Corso Alcide De Gasperi, di Palazzo Ancelle, del Centro commerciale all’aperto e secondo noi della stessa Villa Comunale.
Alcune di queste  opere, come  viene descritto nella nota prot. 38514 del 3.8.2018 ( 5 MESI FA!!!) con la quale si relazionava sullo stato di avanzamento del Programma Più Europa in fase di chiusura, rimaranno non completate ancora per chissà quanto tempo e con in più la beffa di dover pagare penali alle imprese e restituire soldi alla Regione.
Noi pensiamo che sulla stessa vicenda della Villa Comunale, ancorché collaudata, vada fatto chiarezza.
Caditoie scassate, cedimenti e tanto altro; come si può dare per collaudata un’opera se l’impianto d’innaffiamento - i serbatoi per la raccolta d’acqua piovana sono stati interrati - non ha mai funzionato? Pompe e serbatoi messi sotto terra  a cosa servono e quanto sono costati?
Nessuna addossa a Cimmino responsabilità per atti non suoi, anche se alcune cose lo vedono negli anni precedenti protagonista nella veste di Presidente del Consiglio, ma adesso cosa propone?
S’intendono inviare gli atti alla Procura, alla Corte dei Conti, si pensa di istituire una commissione tecnica di professionisti esterni che accerti le responsabilità interne all’Ente?
Tanti milioni in ballo, opere bloccate, danni alla città e il Sindaco cosa propone? Manca anche una semplice elementare, banale delibera d’indirizzo.
Sicuramente le responsabilità passate vanno denunciate senza sconti, ma anche le inadempienze e le incapacità presenti vanno indicate con forza".


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16-02-2019 18:33:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA