MERCOLEDÌ 26 FEBBRAIO 2020
Il caso

Castellammare, scontro sull'inchiesta Cirio. Di Martino: "Cimmino scarica Greco e Forza Italia, ma senza di loro non era sindaco"

Il capogruppo di Leu Scala: "Per decenni subalternità ai poteri forti"

di redazione
Castellammare, scontro sull'inchiesta Cirio. Di Martino:

Cimmino prende le distanze dai vertici di Forza Italia. Uno strappo che si consuma a poche ore dalla svolta in un'inchiesta che coinvolge la coppia Cesaro-Pentangelo sulla vicenda Cirio al centro di Castellammare. Adolfo Greco sarebbe stato il regista di un patto tra i vertici di Forza Italia e del Pd per ottenere quello che voleva. Secondo un'inchiesta della Procura di Torre Annunziata dietro il via libera alla realizzazione di 300 appartamenti al posto dell'ex area Cirio ci sarebbero due ex presidenti della provincia Cesaro e Pentangelo e il capogruppo del Pd Mario Casillo. Un'inchiesta alle battute iniziali per corruzione, abuso d'ufficio e traffico di influenza illecita. Usa toni forti Cimmino che parla di "vecchi sistemi e vecchie lobby" e di inchieste come quella che ha portato in carcere Greco che fa luce dove prima "c'erano ombre e sospetti". Giudizi pesanti nei confronti di indagini che coinvolgono Cesaro e Pentangelo il cui partito é il motore della coalizione del sindaco di centrodestra. Una posizione che provoca le reazioni due dei candidati a sindaco della competizione di maggio. Scrive su Fb Andrea di Martino: "Aspettiamo l'esito dell'inchiesta, ma sotto l'aspetto politico, emerge uno scellerato patto consociativo, lo stesso contro cui mi sono battuto e sono stato sconfitto nelle scorse elezioni. Il nostro sindaco con una vera e propria mossa del cavallo scarica tutti e si erge a paladino della legalità. Lui che senza il sostegno dei Greco non sarebbe mai diventato sindaco. E senza il supporto di Forza Italia avrebbe perso le elezioni. Oggi si dimentica di questo e scarica tutti. Se non fossimo innanzi ad una farsa, domattina ci ritroveremmo innanzi ad una crisi politica. Ma purtroppo questa è una farsa, e chi ne continua a pagare il prezzo è Castellammare". Chiede a Cimmino di assumersi le sue responsabilità il capogruppo di Leu Tonino Scala: "La città, il Consiglio Comunale si è diviso sul recupero del  fronte a mare, sul recupero delle aree industriali per aumentare standard pubblici e per rilanciare lo sviluppo turistico della città, per dare spazi. Su questo c'è stato uno scontro politico aspro, una lotta politica senza precedenti e ognuno ha parteggiato per l'una o per l'altra parte, per l'una o l'altra visione di città. Nessuno può dire "io non c'ero", non lo possiamo dire noi, non lo può dire Gaetano Cimmino". La sinistra non fa sconti al sindaco: "Di sicuro c'è stata una subalternità a poteri che hanno condizionato la vita amministrativa per un decennio.  Tutto è ruotato intorno a questi fatti.  Non a caso si è pensato, tranni pochi casi isolati, di costruire coalizioni non per governare e realizzare ipotesi di sviluppo per Castellammare, ma per prendere consensi e voti legati a quei poteri oggi oggetto di indagini.  I cittadini, la città sanno di chi erano quei voti e chi li ha utilizzati in campagna elettorale. Il sindaco oggi ha sentito il bisogno di fare un comunicato? Bene, ne prendiamo atto pur conoscendo qual è stata la sua posizione in passato a sostegno di una opzione.  D'altronde comprendiamo anche che non poteva fare diversamente, visti gli uomini che lo hanno sostenuto".

01-03-2019 18:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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