GIOVEDÌ 21 OTTOBRE 2021




Dall'Italia alla Romania

Centrale di soldi falsi, quindici milioni di euro ogni due settimane: di nuovo nei guai la famiglia Visiello e altri dieci falsari

I titolari dell'impresa al confine tra Castellammare e Torre nell'inchiesta insieme ai Rivieccio di Torre del Greco e ai capi di Marano

di Redazione
Centrale di soldi falsi, quindici milioni di euro ogni due settimane: di nuovo nei guai la famiglia Visiello e altri dieci falsari

In due settimane riuscivano a produrre fino a 15 milioni di euro falsi. Una stamperia clandestina a Torre Annunziata, altre in Romania dove si producevano soldi falsi lontano dagli occhi degli inquirenti. Soldi perfetti, che solo un esperto sarebbe riuscito a scoprire. Ma non è bastato a sfuggire al blitz con cui è finita nei guai la famiglia Visiello, padre e due figli, titolari di una ditta a Via Ripuaria, al confine tra Torre Annunziata e Castellammare. Tredici misure cautelari sono state eseguite nei confronti di persone ritenute responsabili di produzione e commercializzazione di banconote contraffate.
Un'operazione, quella di oggi, che si inquadra in una più ampia e articolata indagine iniziata nel 2012: anni durante i quali sono stati sequestrati 28 milioni di euro falsi e arrestate anche altre 13 persone. Sgominata un'organizzazione criminale, con basi operative in Campania e in Romania.
Sono stati il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma ad eseguire il provvedimento che dispone misure cautelari personali: otto arresti domiciliari, tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e due divieti di dimora.
I sofisticati macchinari offset sequestrati nelle stamperie si sono dimostrati, sottolinea la Guardia di Finanza, altamente performanti e gli accertamenti effettuati sulle banconote hanno permesso di constatarne la pregevole fattura, in grado di ingannare facilmente chiunque ne fosse venuto in possesso.
L'organizzazione ruotava attorno alle figure di Giuseppe Angelotti, di Marano e Giovanni Capasso, di Casoria, che avvalendosi di una decennale esperienza nel settore, hanno allestito stamperie clandestine per la produzione di banconote contraffatte sia a Torre Annunziata, che all'estero. Il sodalizio si era evoluto stringendo accordi campani trasferitisi in Romania, titolari di regolari attività tipografiche in quello Stato, spostando lì la produzione di banconote contraffatte in territorio estero ed utilizzando le medesime strategie operative legate all'occultamento dei macchinari. A gestire le fabbriche abusive, c'erano Aniello Rivieccio, 67 anni e il figlio Michele, 38 anni entrambi di Torre del Greco, esperti di macchinari tipografici professionali. In questo ambito è stata accertata la colpevolezza, per appoggi logistici, che erano garantiti dalla complicità di Antonio Carillo, 46 anni e dalla famiglia Visiello, Gennaro e i figli Michele e Santo, tutti di Torre Annunziata e anche finanziatori delle operazioni illecite. Aveva, invece, il compito di piazzare le banconote false un altro torrese, Felice Izzo, cinquantenne, che si prodigava nel procacciare clienti interessati nell’acquisto delle banconote falsificate.  Una vera azienda con ruoli e compiti stabiliti, che da questa mattina ha chiuso i battenti. 

13-11-2017 16:49:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA