GIOVEDÌ 27 GENNAIO 2022




lo studio

Cinquantenni in crisi sul lavoro

Messi sempre più spesso da parte, aldilà di esperienza e talento

di Redazione
Cinquantenni in crisi sul lavoro

 Fino a qualche anno fa, l’esperienza sembrava essere la terza competente da unire a capacità professionali e talento; in pochi anni invece pare essere diventata una discriminante a causa dell’età. Quella cosiddetta età di mezzo che coinvolge sempre più persone (non dimentichiamo che si inizia a lavorare non più giovanissimi e che le aspettative di vita sono aumentate), un neo per molte aziende che rivolgono il loro sguardo ad una fascia di mercato più giovane perché costa meno e perché su costoro si più investire in termini di aspettative a medio termine di più.
Questo è quanto emerge del report ‘Talenti senza età, donne e uomini over 50 e il lavoro’ a cura del Centro di ateneo studi e ricerche sulla famiglia dell’università Cattolica di Milano che ha sondato le aspettative e le difficoltà di oltre 13mila dipendenti di 36 imprese italiane.
L' indagine, dedicata a chi un lavoro ce l’ha è mirata a sondare le sfide, le aspettative, gli ostacoli e le opportunità per gli over 50, è stata effettuata per l’associazione Valore D che riunisce oltre 180 imprese della penisola. Il 45,7% degli intervistati dà molto sul lavoro ma vive i momenti più problematici dai 50 anni in poi, dove emerge che la vita prende una strada più complessa, il 63,6% vive cambiamenti profondi che rivoluzionano l’assetto di vita e questa fascia di lavoratori, talenti ancora attivi e amanti del lavoro, sono in difficoltà”.
Si tratta di cambiamenti che spesso risultano invisibili alle imprese ma che incidono significativamente sul capitale umano.
Un lavoratore over 50 su tre affronta in questo periodo eventi negativi, come una malattia propria o dei propri cari, separazioni, lutti, cambiamenti sul luogo di lavoro stesso, si legge nell’indagine che evidenzia anche come le risorse aziendali si attivino più facilmente per coloro che hanno un cambiamento di vita positivo e meno facilmente per chi vive un momento critico.
L’Italia sta invecchiando e il futuro delle imprese è soprattutto negli over 50, spiega Claudia Manzi anche se ora non appare così.
Complessivamente il campione analizzato ha delineato tre profili di lavoratori over 50: il 30,9% sono talenti attivi, con elevati livelli di performance e realizzati dal punto di vita personale. Il 45,7% sono talenti attivi ma in difficoltà, cioè lavoratori che danno molto sul lavoro ma sono meno performanti rispetto ai primi e sono meno realizzati nella vita personale. Infine il 23,4% sono talenti smarriti, con bassi livelli di rendimento e di realizzazione personale

28-01-2019 10:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA