GIOVEDÌ 02 APRILE 2020
Torre Annunziata

Cocaina dall'Ecuador, scoperto il broker che teneva i rapporti con il clan Tamarisco

Vasta operazione della Guardia di Finanza, sgominate due cosche: 34 ordinanze. Tra i fermati uno in procinto di commettere un omicidio

di Redazione
Cocaina dall'Ecuador, scoperto il broker che teneva i rapporti con il clan Tamarisco

Era un broker l’anello di congiunzione tra il clan di Torre Annunziata e i narcotrafficanti in Sud America. Viveva in Ecuador, è stato arrestato in una operazione che ha ricostruito la tela dei rapporti tra i camorristi della provincia di Napoli e i produttori di cocaina dall’altra parte del mondo. Nell’operazione della Guardia di Finanza è stato fermato, anche, un presunto appartenente ad un locale clan camorristico in procinto, secondo gli investigatori, di commettere un omicidio. Nel corso dell'operazione sono stati anche sequestrati beni e disponibilità finanziarie per un valore di oltre 10 milioni di euro. Sono 34 le misure cautelari eseguite dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Napoli, da due clan della camorra di Torre Annunziata.
L'operazione, coordinata dalla Dda del capoluogo campano, ha permesso di sgominare la rete del clan Tamarisco, il cui reggente - Bernardo Tamarisco, 44 anni, costretto sulla sedia a rotelle per un agguato subito negli anni '90 - malgrado fosse agli arresti domiciliari coordinava, secondo l'accusa, un intenso traffico di cocaina, in particolare proveniente dall'Ecuador. Dall'inchiesta emerge che alla cosca erano giunti via mare, nel solo 2014, 72 chili di coca.
La seconda organizzazione, meno articolata rispetto alla precedente, era specializzata nell'importazione dalla Spagna di ingenti quantitativi di hashish che venivano trasportati in Italia attraverso automezzi pesanti, all'interno di appositi carichi di copertura.
L'operazione della Gdf ha visto l'impiego di oltre 170 militari, in varie regioni d'Italia. Le misure cautelari emesse dal gip sono 22 custodie cautelari in carcere, sette arresti domiciliari e cinque obblighi di presentazione all'autorità giudiziaria. Sottoposti a sequestro preventivo beni per circa 10 milioni di euro, ritenuti provento del narcotraffico. Dalle intercettazioni è emerso anche che uno degli arrestati, Domenico Tamarisco, scarcerato lo scorso 6 aprile, avrebbe programmato l'uccisione di un uomo, non identificato, con il quale era entrato precedentemente in contrasto. 

27-04-2016 13:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA