GIOVEDÌ 05 DICEMBRE 2019
Premio Nettuno

Con Giannini e Wertmuller ritorna la Torre Annunziata di Francesca e Nunziata: "I grandi film oggi davvero pochi"

Con ospiti internazionali si chiude la kermesse di successo, il ricordo dello scenografo Celone scomparso

di redazione
Con Giannini e Wertmuller ritorna la Torre Annunziata di Francesca e Nunziata:

Di nuovo insieme per ricordare la Torre Annunziata dei vecchi pastifici. Una città del sud prima della crisi industriale che non ha lasciato molto tra il Vesuvio e la penisola sorrentina. Sono tornati dopo quindici anni Lina Wertmuller e Giancarlo Giannini, due tra le più grandi icone del cinema italiano, di nuovo assieme a 15 anni di distanza dal successo del film tv “Francesca e Nunziata”, diretto nel 2001 dalla celebre regista romana, ispirata dall’omonimo romanzo d’esordio della compianta scrittrice oplontina Maria Orsini Natale. E’ accaduto ieri, a Torre Annunziata, nel corso della “Notte delle Stelle” che ha concluso la prima edizione del “Premio Nettuno”, kermesse dedicata al mare, alle tradizioni gastronomiche da riscoprire, alle scuole laboriose, alla cultura e allo sport. “Un pensiero nella parata delle ‘Stelle’ va anche allo scenografo torrese Enzo Celone”, il commento sul palco di Franco Sequino, presidente del Premio. Commosso il ricordo dell’architetto e famoso scenografo RAI, scomparso di recente dopo aver lottato duramente contro un male incurabile. “Ha sempre pensato alla sua Torre Annunziata, fino all’ultimo respiro”, il ricordo invece della figlia Raffaella. “Grandi film? Peccato, oggi ne vedo davvero pochi” il monito lanciato ieri all’industria cinematografica italiana dal Maestro Giannini. “Manca sia la volontà dell’attore di ‘giocare’ con il personaggio che il gusto di divertirsi. – spiega l’attore - Anna Magnani, sul set, ricordo che raccontava barzellette. Ma a mancare è soprattutto il coraggio di osare e di sbagliare. Il cinema italiano è un grande artigianato. Non è mai diventata una vera industria”. “Non dò grande importanza ai premi” le parole di una elegantissima Lina Wertmuller, prima donna candidata all'Oscar per il film del ‘76 “Pasqualino Settebellezze”, ambientato a Napoli negli anni ’30 e interpretato proprio da Giannini. A consegnare alla coppia d’elitè del cinema italiano il “Tridente” del Nettuno (raffigurante l’originale formato di pasta ideato dall’eccellenza dell’arte bianca oplontina, Vincenzo Setaro) è stato il sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita. Premiati ieri anche l’arbitro internazionale Marco Guida, l'ammiraglio Felicio Angrisano, il famoso chef nonchè gestore del ristorante "Don Alfonso 1890", Alfonso Iaccarino. E ancora: il comico Gino Rivieccio, per il suo spettacolo teatrale “Io e Napoli”, plastica fotografia “mai volgare, arguta, critica e canzonatoria” della città partenopea. La Compagnia di Roma “Adhoc”, gli studenti delle scuole “Rovigliano-Parini”, “Galilei-Marconi” e “Graziani” di Torre Annunziata, “Dati” di Boscoreale, “Don Bosco-Assisi” di Torre del Greco, e dell’Albeghiero “De’ Medici” di Ottaviano. Infine, in periodo di lotta senza sosta al terrorismo internazionale e continue stragi in mezza Europa, il documentario “Napolislam”, diretto dal giovane regista vesuviano Ernesto Pagano. Dopo i morti al “Bataclan” di Parigi, il docufilm è stato bloccato dalle multinazionali del Cinema: “non mi sono schierato – il suo commento - . Ho fatto solo il cronista, limitandomi al racconto della realtà che ci circonda. Questo Premio sia un invito rivolto ai giovani. Dopo essere scappati, provino a far ritorno nella loro Terra”. 

26-07-2016 18:18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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