DOMENICA 01 AGOSTO 2021




Il caso

Condanna bis per il poliziotto stalker di Quagliarella e di professionisti stabiesi

Confermata in Appello la sentenza contro Raffaele Piccolo, con mail e foto taroccate ricattava personaggi noti e stimati avvocati e medici

di Mariella Parmendola
Condanna bis per il poliziotto stalker di Quagliarella e di professionisti stabiesi

Finisce un incubo per le sue vittime, comincia l'ingresso nel tunnel della giustizia per il carnefice. Nuovo verdetto contro lo stalker di Quagliarella. Confermata in Appello la sentenza di condanna nei confronti di Raffaele Piccolo. Quattro gli anni e otto mesi di carcere stabiliti in primo grado per il poliziotto che ha provato a rovinare la vita a tanti, con l'unica colpa di essere finiti nel mirino dei suoi ricatti. False foto, messaggi e mail per infangare Fabio Quagliarella e tanti professionisti stabiesi di cui si fingeva amico. Con la conferma della sentenza in secondo grado ora dovrebbero arrivare anche le prime conseguenze sulla sua vita professionale. Per lui scattano cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e un sequestro cautelativo dei beni. La sua vittima più celebre, il bomber che allora giocava in nazionale, ha chiesto già 500 mila euro di risarcimento danni per avergli rovinato la vita dal 2006 al 2010 e comunque creato problemi alla sua carriera in forte ascesa al momento di quei messaggi arrivati alla sua società. «Quelle lettere in cui era scritto che ero un camorrista e un pedofilo arrivarono anche a Castel Volturno. Da quel momento il presidente Aurelio De Laurentiis prima smise di telefonarmi, poi mi chiese di andare a vivere nel centro sportivo, infine mi ha venduto alla Juventus. Sono sempre più convinto che fosse questo il motivo, anche perché non ho mai chiesto di essere ceduto» ha raccontato in aula al Tribunale di Torre Annunziata durante il processo. Oggi la sequenza finale, arrivata in mattinata, di una storia che ha visto il bomber e anche il cantante Guido Lembo inconsapevoli protagonisti di una trama da film. 
Ma quelle foto e mail che provavano a infangare la vita di spettabili professionisti hanno reso la vita difficile ad una decina di altre vittime come avvocati, medici e politici. Secondo l'accusa il suo piano diabolico funzionava creando ad arte questa trama con foto taroccate, lettere anonime e mail finte poi si faceva avanti, fingendo di volere dare una mano come amico per dipanare l'intricata matassa. Nella terza fase scattava la richiesta di favori come contropartita. Ovviamente bersaglio principale negli anni è stato proprio il noto giocatore e suo padre Vittorio. Adesso per il poliziotto-stalker è arrivato il tempo di fare i conti con la giustizia. 

25-10-2018 16:26:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA