MERCOLEDÌ 26 FEBBRAIO 2020
Lo scontro

Congresso Pd, caos tra i renziani: salta l'accordo e si riapre un caso Castellammare

Il consigliere regionale Marciano: "Non c'è l'ufficio adesione nel comune stabiese, a Pompei e Gragnano"

di redazione
Congresso Pd, caos tra i renziani: salta l'accordo e si riapre un caso Castellammare

Castellammare è di nuovo nella lista nera, senza sede di partito e segretario finisce di nuovo tra i casi che fanno litigare i dirigenti Pd. Ma questa volta nell’elenco dei comuni in cui manca l’ufficio adesioni, in vista del congresso, ci sono anche Gragnano e Pompei. Salta il tavolo all'interno dei renziani sulla composizione della commissione di garanzia per il congresso e salta anche la direzione del Pd di Napoli, sciolta per mancanza del numero legale dopo pochi minuti.
Il flop va in scena al primo intervento, quello del consigliere reigonale Antonio Marciano che chiede la verifica del numero legale: 27 presenti su 105 membri, tutti a casa.
Marciano aveva calcato la mano sui ritardi e le pecche del partito a Napoli e Provincia: "C'è il tesseramento in atto ma manca l'ufficio adesioni in 30 circoli, tra cui centri importanti come Castellammare, Pomigliano, Grumo, Pompei, Gragnano, e nelle piazze si fanno i gazebo in date che non corrispondono ai giorni indicati al Pd provinciale". Marciano ha accusato i vertici del Pd partenopeo di una "superficialità e un'arroganza non più sopportabili. C'era un problema tra i renziani? Si veniva qua a discuterne", ha detto guardandosi intorno in un aula con una ventina di persone. "Dobbiamo fermarci un attimo e chiedere aiuto a Roma - ha concluso - se non se ne sono accorti le cose non funzionano bene a Napoli". A far saltare il tavolo per la nomina della commissione di garanzia sarebbe stato lo strappo di alcune anime della macroarea renziana, tra cui quella legata al parlamentare Leonardo Impegno, all'eurodeputato Andrea Cozzolino e alla parlamentare Valeria Valente e quella degli ex Ds del consigliere regionale Antonio Marciano, che si sono opposti a certe scelte fatte dai due consiglieri regionali Mario Casillo e Raffaele Topo. "Per iniziare un congresso a Napoli - spiega all'ANSA Impegno - dove è stata assente a lungo politica, servono garanzie vere, regole e procedure certe, questo non c'è stato. Il tema non sono i renziani ma come si fa un congresso in maniera trasparente. La gente non capisce più queste liturgie, vuole sapere se ci candidiamo come alternativa vera all'area metropolitana di Napoli, se sappiamo risolvere i problemi. Io oggi ho ricevuto dieci telefonate perché governo ha stanziato 6 milioni per consentire alle scuole di Ischia di riaprire. Questo dobbiamo dire ai cittadini. Per il congresso serve una commissione per il congresso e per il tesseramento che segua criteri oggettivi di rappresentanza".
La commissione dovrebbe essere nominata entro il 16 settembre e intanto nel Pd è caos, con l'area Orlando che chiede l'intervento di Roma: "E' evidente che le divisioni interne nella macroarea renziana - spiegano Marco Sarracino e Giuseppe Balzamo - non permettono di far svolgere il congresso del Pd a Napoli e quindi chiediamo il commissariamento della federazione napoletana". Il segretario provinciale uscente Venanzio Carpentieri non commenta la richiesta ma spiega che "è paradossale che la richiesta di verifica di numero legale venga dall'interno dell'area renziana. Il rompete le righe non fa bene al partito, contesto questo modo di affrontare le difficoltà. Problemi nell'area renziana? Prima della direzione non si erano manifestati, qualcuno ha ritenuto di manifestarlo ora. Nelle prossime ore verificheremo lo stato di salute dell'area renziana e mi auguro di poterlo fare in collaborazione anche con i livelli nazionali del Pd". Intanto nella sua introduzione Carpentieri aveva annunciato lo slittamento della Festa dell'Unità provinciale a Napoli per la coincidenza con la festa nazionale di Mdp in città.

14-09-2017 20:17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO