GIOVEDÌ 01 DICEMBRE 2022




Bufera a Palazzo

Consigliere a processo per estorsione, De Iulio coinvolto in un'inchiesta su un clan di Scafati

Gli viene contestato dalla Dda di avere chiesto soldi ad un imprenditore a nome della cosca

di Redazione
Consigliere a processo per estorsione, De Iulio coinvolto in un'inchiesta su un clan di Scafati

Ci sono voluti tre giorni ma quando la notizia dal Tribunale di Salerno è arrivata a Castellammare ha avuto l’effetto di una bomba ancora innescata. Il consigliere comunale Massimo De Iulio è stato rinviato a giudizio all’interno di un’inchiesta sul clan Ridosso. La direzione distrettuale Antimafia lo accusa di avere chiesto del denaro ad un imprenditore di Scafati a nome della cosca il cui capo è originario di Castellammare. Appena rientrato in consiglio a Palazzo Farnese, con 494 preferenze, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Al suo esordio in politica ha abbracciato la causa del Pd, per poi uscirne e diventare tra i consiglieri più fedeli dell’ex sindaco di centrodestra Luigi Bobbio. Dopo uno stop di due anni, si è candidato nella lista civica Stabia in Strada a sostegno di Gaetano Cimmino sempre nella coalizione di centrodestra. E adesso siede accanto a lui tra le fila dell’opposizione al primo cittadino del Pd Tony Pannullo. Imputato in un processo di camorra che coinvolge 15 persone, a lui viene contestato un solo episodio. La vicenda risale a fine 2009 e inizio 2010, quando secondo i magistrati dell’Antimafia avrebbe chiesto denaro a nome del clan. Per De Iulio, al contrario, si sarebbe trattato solo di soldi che gli spettavano. Il consigliere lavora nella Sma, la società regionale che si occupa anche di prevenzione anti incendi e si dice sereno. Per lui il giorno della verità sarà il tre ottobre, mentre per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario il processo comincerà il 15 novembre. De Iulio non è l’unico stabiese finito nei guai, tra gli imputati anche Carmine di Vuolo sempre di Castellammare. Intanto c’è attesa per le dichiarazioni che Romolo Ridosso ha chiesto di fare ad inizio del processo, avendo espresso l’intenzione di volere cominciare a collaborare. Imputati anche il capoclan Pasquale Loreto, ora in una località protetta in quanto pentito e il figlio Alfonso, 30 anni; Alfonso Morello di Torre Annunziata, e suo fratello Giuseppe; Romolo Ridosso, 56 anni, di Scafati, con i figli Salvatore, Gennaro e Luigi; Luigi Ridosso, Antonio Palma di Boscoreale; Francesco Sorrentino, di Scafati; Antonio Romano, originario di Casalnuovo ma residente a Pompei; Michele Imparato di Boscoreale. A Palazzo Farnese della notizia arrivata da Salerno, e pubblicata dal Mattino, nessuno intende parlare. Tutti in silenzio, quindi, in attesa di quello che accadrà a ottobre. 


Per ricevere le notizie direttamente su WhatsApp, memorizza il numero 327 982 50 60 e invia il messaggio "START" per procedere

02-08-2016 13:24:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA