LUNEDÌ 29 NOVEMBRE 2021




Il caso

Coronavirus, al Cotugno si riprende a sorridere. I malati scrivono cartelli: 'Grazie'

Molti al risveglio dalla terapia intensiva non ricordano di essere stati intubati

di Redazione
Coronavirus, al Cotugno si riprende a sorridere. I malati scrivono cartelli: 'Grazie'

E' diventato un modello per gli Stati Uniti e la Cina. Decine di medici e infermieri che si muovono, ognuno segue il proprio percorso, ognuno sa di quale paziente occuparsi in quel momento. Nell'ospedale per malattie infettive di del Cotugno si riprende a sorridere. Tanti i pazienti che stanno migliorando e vogliono ringraziare chi l'ha salvati, nel'hub principale della cura del Covid19 in Campania, l'edificio sanitario che ha stupito l'Europa.
I corridoi del Cotugno sono divisi in due da un nastro bianco e rosso, come quello della polizia. Da un lato cammina chi ha la tuta protettiva bianca ed è pronto per entrare nelle stanze, dall'altro chi ha il camice verde e in quel momento lavora senza contatto diretto con gli ammalati: la regola ferrea è, niente invasioni di campo.
Ci si incrocia, ci si scambia uno sguardo che tutti sperano sia portatore di buone notizie. E' il 'sorridere con gli occhi', che i sanitari del Cotugno ormai conoscono bene, visto che la linea degli occhi è praticamente l'unica parte del viso scoperta. I camici bianchi integrali si usano per un solo turno e così diventano la lavagna delle sensazioni del giorno: "Oggi sono allegro", scrive Gianni accanto al suo nome, pronto a contagiare gli altri di ottimismo. E anche i pazienti parlano scrivendo nei corridoi dove tutto è difficile, ma la speranza entra. Un malato sta meglio, si alza, chiede una penna e scrive su un foglio "Grazie a tutti", attaccandolo sull'oblo della doppia porta di contenimento della sua stanza a pressione negativa.
Il sorriso si cerca di regalarlo anche agli ammalati, controllati attraverso i monitor e i sensori elettronici, con i medici pronti a cogliere ogni minimo segno. Quando si svegliano in terapia intensiva, raccontano i sanitari, molti chiedono "dove sono?". Non ricordano subito di essere stati intubati. Poi chiedono delle proprie condizioni e vogliono notizie dei parenti. I medici e gli infermieri lo sanno e si fanno trovare lì vicino al letto per rispondere. E la prima risposta che sperano sempre di poter dare, alla fine di un percorso terapeutico serio e rigoroso, è quella tipica del Cotugno. "Sorridere con gli occhi".

15-04-2020 15:28:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA