SABATO 16 OTTOBRE 2021




Il fatto

Coronavirus, le norme anti contagio tra controlli e interrogativi: a passeggio sì, a cena da amici no

Il Viminale risponde ai dubbi sollevati dal decreto Conte

di Redazione
Coronavirus, le norme anti contagio tra controlli e interrogativi: a passeggio sì, a cena da amici no

Restare tutti a casa per fermare i contagi da coronavirus. Ma restano gli interrogativi. Sono la vita all'aperto e gli spostamenti a creare più confusione. Si può? Quanto e come? La risposta sta in due parole: prudenza e distanza. Di almeno un metro.
A fare chiarezza è la nuova circolare del Viminale firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi. Cinque pagine che interpretano, nero su bianco, l'ultimo decreto firmato dal premier Conte. Ribadiscono cosa resta chiuso e cosa no e rimarcano: ci si può spostare tra un comune e l'altro o all'interno dello stesso, per "comprovate esigenze primarie non rinviabili". Seguono tre esempi: per acquistare alimentari o per portar fuori gli animali domestici o per fare "attività motoria e sportiva all'aperto, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro". Eppure in Campania lo stop è sancito da un'ordinanza del governatore De Luca che chiude tutte le ville comunali e i parchi della Campania. 
Sugli spostamenti, la circolare del ministero dell'Interno arriva in serata, sulla scia della riunione del Comitato operativo della Protezione civile che nella mattina aveva affrontato la questione. In tanti ieri avevano cercato 'sfogo' nei parchi, correndo, in bici o seduti al sole, ma non sempre rispettando le distanze di sicurezza. Altri hanno riempito i social di domande temendo multe e denunce. Da qui il 'sigillo' del ministero. Altrettanto inequivocabile, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: "La passeggiata al parco si può fare, ma già a correre si mettono in difficoltà gli altri", dice. Idem se si tratta di "uscire per un giro del palazzo, per la spesa, per portare fuori il cane", mentre bacchetta: "Andare a cena da amici è assolutamente sconsigliabile". Insomma il mantra è: "Più stiamo in casa e meglio è". Netto anche il commissario straordinario Angelo Borrelli: "Bisogna darsi delle regole e mantenere le distanze, anche in famiglia".
Ma nell'Italia improvvisamente casalinga o che si mette in fila per la spesa, non mancano i trasgressori fra denunce e arresti. In tutto finora sono 2.162 i denunciati, secondo il Viminale, su 106.659 mila persone controllate mentre sfiorano quota 19mila le verifiche nelle attività commerciali. Sui controlli invoca "rigore ma anche profonda umanità", il capo della polizia Franco Gabrielli. E spiega: "Più che colpire, dobbiamo far comprendere" ai cittadini il senso dei divieti. 

12-03-2020 21:51:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA