MERCOLEDÌ 05 OTTOBRE 2022




Il fatto

Coronavirus, lettera aperta di 100 mila medici: 'Curare i pazienti ai primi sintomi'

Le richieste: 'Tamponi ed ecografie a domicilio'

di Redazione
Coronavirus, lettera aperta di 100 mila medici: 'Curare i pazienti ai primi sintomi'

Curare i pazienti ai primi sintomi del coronavirus. Rafforzare i servizi territoriali e potenziare il trattamento precoce dei pazienti affetti da Covid-19, "anche con terapie off label, alcune delle quali peraltro già autorizzate dall'Aifa". Sono i contenuti di una lettera aperta di un gruppo di 100 mila medici su Facebook pienamente condivisa da parte della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo). Oltre alla richiesta di tamponi e dispositivi di protezione per il personale sanitario, nella lettera si chiede inoltre "di poter mettere a frutto le esperienze cliniche, senza ostacoli burocratici nel prescrivere farmaci, tamponi, Rx e/o Tc, ecografia polmonare anche a domicilio, emogasanalisi, tutte cose che vanno a supportare la clinica, ma che non la sostituiscono".
"Condivido totalmente il contenuto della lettera aperta inviata dai colleghi e li ringrazio per le loro sollecitazioni", scrive in una nota il presidente della Fnomceo Filippo Anelli, commentando la lettera indirizzata alla stessa Federazione, al ministro della Salute Roberto Speranza, ai presidenti delle Regioneì e delle Federazioni regionali degli Ordini dei Medici.
I 100.000 medici dicono nella lettera che, dopo due mesi di scambio di informazioni sulla Covid-19, sono giunti alla conclusione che "i pazienti vanno trattati il più presto possibile sul territorio, prima che si instauri la malattia vera e propria, ossia la polmonite interstiziale bilaterale, che quasi sempre porta il paziente in rianimazione". "Molti dei temi sollevati dall'intervento dei colleghi sono stati da noi affrontati", osserva Anelli commentando la lettera.
"In primo luogo - rileva - il tema della sicurezza e la richiesta di assicurare ad ogni sanitario i dispositivi di protezione individuale, l'esecuzione dei tamponi a tutti gli operatori sanitari, la richiesta e il sostegno all'Aifa per la decisione di utilizzare a domicilio l'idrossiclorochina e degli antivirali ". Per il presidente della Fnomceo "è necessario ricomporre la frattura tra chi amministra e i professionisti della salute, figlia della mancata adozione di misure di sicurezza sul posto di lavoro. Lo snodo principale è assicurare cure ai malati di Covid-19 sul territorio e a domicilio per ridurre per quanto possibile i ricoveri". E' inoltre necessario,conclude Anelli, "riorganizzare gli ospedali perché riprendano le cure rivolte ai malati non Covid-19, assicurando a tutti sicurezza e protezione. Abbiamo bisogno di ospedali sicuri. La sicurezza per gli operatori è un diritto costituzionale e non una concessione".
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18-04-2020 22:18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA