DOMENICA 05 DICEMBRE 2021




Il caso

Corsa di auto a Pozzuoli uccise netturbino, arrestato un ventunenne coinvolto nella gara

Nunzio Sannino accusato di essere il complice nell'omicidio stradale di Alfonso Campochiaro

di Redazione
Corsa di auto a Pozzuoli uccise netturbino, arrestato un ventunenne coinvolto nella gara

Aveva sfidato ad una gara di corsa un suo amico che travolse e uccise un netturbino. E' accusato di essere il complice nell'omicidio stradale in cui morì l'operatore ecologico. I carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno arrestato il secondo 21enne coinvolto nella gara di velocità nel centro flegreo che costò la vita, il primo dicembre scorso, a un operatore ecologico. Si tratta di Nunzio Sannino, di Quarto Flegreo, già noto alle forze dell'ordine, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip per concorso in omicidio stradale e omissione di soccorso. Secondo gli investigatori è lui il giovane che gareggiò in automobile con il suo coetaneo Carmine D'Angelo, gara che costò la vita ad Alfonso Campochiaro, operatore ecologico 62enne che, come ogni notte, si stava recando al lavoro da Napoli a Procida passando per Pozzuoli.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dopo attività d'indagine successiva all'arresto di D'Angelo (il materiale investitore); quest'ultimo era alla guida dell'utilitaria del nonno e, portando a bordo la sua ragazza, aveva ingaggiato una gara automobilistica con Sannino alla guida della vettura della madre, gara subito dopo accertata dai carabinieri analizzando i video dei sistemi di videosorveglianza cittadina.
Nei video si vedono i minuti immediatamente precedenti l'impatto mortale: la 500 guidata da D'Angelo e la Fiesta condotta da Sannino si affiancano in una piazza di Pozzuoli, poi uno sguardo attraverso i finestrini da' il via alla corsa notturna a tutto gas. Ci sono svolte in velocità in stradine strette, un inseguimento ad alta velocità sul lungomare cittadino con l'uno che cerca di superare l'altro e il continuo della gara su una salita al culmine della quale Sannino azzarda un sorpasso rischiando di investire frontalmente una vettura con il malcapitato che aziona gli abbaglianti segnalando la sua presenza per scongiurare l'impatto.
Subito dopo, qualche centinaio di metri più avanti, scampato il primo incidente, D'Angelo investe frontalmente il 62enne a una velocità stimata intorno ai 100 chilometri orari.
L'investitore (D'Angelo) rimase sul posto e si avvicinò ai carabinieri ma fornì una versione di comodo senza fare alcun cenno alla gara. Sannino, invece, come evidenziato dalle successive investigazioni, si era accorto dell'incidente ma non si era fermato e aveva in un primo momento proseguito la marcia per poi tornare, ma solo dopo, a rendersi conto dell'accaduto mescolandosi tra la gente accorsa sul posto, ma omettendo di farsi avanti con i militari operanti a spiegarne il perché.

01-03-2019 12:32:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA