MERCOLEDÌ 10 AGOSTO 2022




La protesta

Covid, la rabbia degli amministratori di condominio Apuzzo: 'Noi dimenticati, riunioni rischiose'

La presidente dell'associazione: 'Lanciamo la campagna Non mi assembro'

di Redazione
Covid, la rabbia degli amministratori di condominio Apuzzo: 'Noi dimenticati, riunioni rischiose'

Delusione e rabbia per gli amministratori di condominio, obbligati a muoversi nell'incertezza durante la difficile fase determinata dalla ripresa dei contagi da Covid. A dare voce a questo dissenso è la presidente dell'Associazione nazionale N.a.c.a dottoressa Sabrina Apuzzo: "Queste righe vengono scritte con grande delusione fatica e amarezza, dopo che l’ennesimo DPCM, quello del 18 ottobre, ha fissato – ancora una volta – regole vaghe e contraddittorie, che inducono incertezza in un momento nel quale servono indicazioni chiare e precise. Ancora una volta, il Governo dimentica (o vuole dimenticare) che il Nostro Paese necessita di una guida e non di proclami elettorali. Ancora una volta, la Società civile viene bistrattata in favore di alcuni “club” elitari che, per loro fortuna, trovano cittadinanza e regolazione nell’attuale pandemia. Ancora una volta, il “mondo del Condominio”, una delle realtà più ricche e vitali del Nostro Paese, viene dimenticato e, forse anche peggio, viene lasciato in balìa degli eventi. È un dato di fatto che il DPCM del 18 ottobre nulla dica in merito alle assemblee di condominio. Purtroppo, nonostante gli sforzi, fatichiamo a dire che le assemblee di condominio non possano essere tenute fino a nuova indicazione. Non possiamo organizzare convegni o congressi in presenza, momenti fondamentali per creare relazioni, per confrontarsi e per sviluppare spirito critico. Non possiamo tenere, di persona, riunioni di coordinamento con i nostri dipendenti, momento essenziale per il buon andamento dei nostri uffici. L’Amministratore di condominio, in questo particolare momento storico, non ha gli strumenti per poter svolgere correttamente il proprio lavoro. Manca la possibilità di agire in via coattiva per la riscossione, perché fino al 31 dicembre le esecuzioni sono sospese. Manca la possibilità di confrontarsi su lavori da eseguire, specialmente con la recente opportunità offerta dal Superbonus. Manca la possibilità di aprire mediazioni nuove e non si possono chiudere mediazioni in essere  È vero, potremmo organizzare assemblee in videoconferenza. Ma, grazie al Legislatore, potrebbero essere impugnate se qualcuno non fosse d’accordo a ricorrere a questa modalità. Sono «fortemente sconsigliate», ma di fatto si possono convocare e tenere assemblee in presenza, sia pure nel rispetto del distanziamento e di tutti gli accorgimenti previsti per contenere la diffusione del contagio del nuovo coronavirus. Riteniamo, a gran voce, di dover assicurare la tutela della salute dei nostri Associati e dei loro amministrati. Riteniamo che non sia possibile – se davvero vogliamo e dobbiamo contenere la diffusione del contagio da nuovo coronavirus – organizzare in sicurezza le assemblee di condominio.  La morbilità del nuovo Coronavirus è tale da imporre l’adozione di rigidi protocolli di sicurezza per il ricevimento dei Clienti, dei condòmini e dei fornitori. Tale rigore deve essere assicurato anche attraverso la riduzione di occasioni di “assembramento”, quali sono le assemblee di condominio. Questo a tutela non solo del professionista, ma dell’intera collettività condominiale. È necessario, in questa fase di aumento dei contagi, contribuire a ridurre le situazioni che possano portare alla diffusione del contagio da nuovo Coronavirus, informando adeguatamente i nostri amministrati delle ragioni poste alla base della nostra posizione". Per questo l'associazione nazionale lancia una campagna: "Lanciamo la campagna #IoNonMiAssembro per la sensibilizzazione dei cittadini, dei professionisti e le Istituzioni sui rischi connessi all’organizzazione delle assemblee di condominio. Chiediamo a gran voce una maggiore cura nella redazione dei documenti legislativi, perché tengano conto di tutte le situazioni di lavoro, senza trascurare le esigenze dei professionisti della gestione immobiliare. Pretendiamo una maggiore considerazione delle prerogative dell’Amministratore di condominio. Proponiamo un nuovo modello responsabile di gestione delle comunità condominiali, munito di adeguati poteri e adeguatamente valorizzato rispetto alle responsabilità che vengono ad essere gestite. Indichiamo quale percorso per la gestione, in questa fase di emergenza e stabilmente anche per il futuro, la possibilità di convocare assemblee che consentano la partecipazione dei condòmini in via telematica, limitando la presenza fisica – quando non sia possibile escluderla totalmente – ai soli casi necessari, quali anziani o soggetti privi di idonea dotazione tecnica. Congiuntamente, andremo a reprimere duramente le condotte sleali poste in essere da tutti quegli amministratori e professionisti che proporranno un supporto per la convocazione dell’assemblea di condominio in modalità fisica e con il solo scopo di sostituire l’Amministratore in carica. Esistono sedi e momenti specifici per far valere responsabilità e antipatie. Ma questo è il momento in cui tutti dobbiamo fare la nostra parte per evitare rischi inutili".


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22-10-2020 12:21:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA