DOMENICA 23 GENNAIO 2022




il caso

Crisi di Governo, Grillo costretto a rinviare il voto su Rousseau

L'altolà di Di Battista e Lezzi a Draghi, mette a rischio la tenuta del Movimento

di Red
Crisi di Governo, Grillo costretto a rinviare il voto su Rousseau

Sembrava tutto fatto alla fine del primo giro di consultazioni, con Mario Draghi, presidente del Consiglio in pectore che aveva davanti a se solo l'ultimo miglio per formare un Governo che andava ben oltre la maggioranza 'Ursola'.
Poi improvvisi nella giornata di ieri una serie di colpi di scena, dovuti a uno scontro tutto interno al M5S che ha costretto Beppe Grillo, prima a ritornare in fretta e furia a Roma per partecipare anche alla seconda tornata di consultazioni, e poi a rinviare il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau per evitare una spaccatura.
'Aspettiamo a votare che Draghi abbia le idee chiare, un po' di pazienza. Ho detto no alla Lega e lui mi ha risposto... non lo so, vediamo...', dice Grillo nel video in cui definisce Draghi 'un grillino'.
Gli fa sponda il reggente Crimi: 'non entreremo a tutti i costi, dire sì o no a Draghi sarebbe  troppo povero, i quesiti articolati saranno votati quando avremo qualcosa su cui votare'.
Tutto mentre l'ala ortodossa del Movimento, quella per intendeci che fa capo a Alessandro Di Battista e alla 'pasionaria' Barbara Lezzi continua a mettersi di traverso, sperando di contare su una larga fetta degli iscritti che vede con questa intesa frantumare tutti i sogni di cambiamento del sistema costruiti negli anni.
Questa alcune delle motivazioni che hanno spinto l'ex comico, in qualità di garante e padre fondatore del Movimento a fermare la macchina del Rousseau, una scelta la sua, al momento l'unica possibile per evitare un'ulteriore prova di forza fra i gruppi che si contrappongono. 

10-02-2021 10:33:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA