SABATO 10 APRILE 2021




politica

Crisi di Governo: l'altolà di Di Maio sul programma, i dubbi di Zingaretti

Improvvisa frenata dei due leader, ma per gli analisti l'esecutivo Giallo-Rosso si può ancora fare

di Redazione
Crisi di Governo: l'altolà di Di Maio sul programma, i dubbi di Zingaretti

Sembrava avviata ad una rapida conclusione così come auspicava il Colle, ma all'improvviso ieri Conte si è trovato difronte ad una nuova presa di posizione assunta dai grillini, cho lo ha costretto a far slittare alla tarda mattinata di oggi lìincontro con le delegazioni dei due partiti così da avere il tempo per provare a ricomporre una frattura che se ci si attiene alle dichiarazioni potrebbe essere insanabile.
Ma cosa è accaduto ieri,
Di Maio probabilmente per uscire dall'angolo e dalla gogna mediatica sulla poltrona di Vicepremier a tutti i costi, ha to una lista con 20 punti fondamentali per il MoVimento al premier incaricato che si potrebbe riassumere nel più classico dei "pendere o lasciare", sottolineando che "o si seguono questi - riferendosi ai 20 punti oppure meglio andare a votare", poi giusto per aggiungere benzina al guoco ha confermato anche la consultazione dei suoi iscritti sulla piattaforma Rousseau.
Tra le priorità dei grillini non c'è la modifica dei decreti sicurezza cara ai dem, mentre la posizione di vicepremier per il capo politico è quasi ineludibile.
Zingaretti che sta andando avanti più per spirito di servizio che per volontà diretta (è chiaro a tutti che la partita dei ministri è di appammaggio renziano) non ci sta e ribatte secco: "Basta minacce o salta tutto, mentre gli fa da sponda il compagno di partito e possibile Vicepremier Orlando che twitta:  "se Di Maio ha cambiato idea, lo dica chiaramente.
Cont, in costante contatto con Mattarella prova ad ammorbidire i toni, facendo intendere di non aver sentito durezza nel discorso di Di Maio, e rilancia chiedendo a tutti una rosa di nomi per ciascun ministero.
Ma la frittata è fatta e i Dem devono quantomeno salvare la faccia, vista che una larga fetta del suo elettorato non approva la scelta di condividere l'esperienza di Governo con chi per anni li ha sempre combattuti e avvertono: "precondizione per andare aventi è un chiarimento".
In parole povere ieri sera si è tornati al punto di partenza, ma pur avendo gli analisti la senzazione che il nuovo esecutivo possa nascere, bisogna trovare la forma per far convivere idee molto diverse su parecchi dei 20 punti.
Intanto la Meloni ha già convocato la piazza, il Cavaliere si barcamena ostaggio dei sondaggi che lo vogliono al minimo storico, mentre la Lega con  Zaia incita il popolo leghista a  "fare la rivoluzione", che sembrano però più parole di facciata dopo l'autorete del leader del carroccio Matteo Salvini.

31-08-2019 09:07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA