GIOVEDÌ 27 GENNAIO 2022




politica

Crisi di Governo: prime grane fra PD e Movimento 5 Stelle, è scontro su Conte premier

Pontieri al lavoro, ma Zingaretti chiede discontinuità. Intanto impazza già il Totoministri

di Redazione
Crisi di Governo: prime grane fra PD e Movimento 5 Stelle, è scontro su Conte premier

Continua frenetica l'operazione per dare all'Italia dopo la crisi politica di Agosto, un Governo solido e di legislatura, che sia rassicurante verso i partner europei ma che allo stesso tempo porti a compimento quelle riforme che necessitano per uscire dalla crisi economica che sta attanagliando e rallentando lo sviluppo del Paese rispetto agli altri dell'Unione.

La situazione politica
Il primo vertice fra M5S e PD di ieri fra Di Maio, Zingaretti e le rispettive delegazioni si è concluso con alcuni punti di convergenza (ambiente e politiche sociali) ma con Il nodo cruciale che è quello della scelta del primo misnistro, dopo che Beppe Grillo è sceso in campo in modo pesante sul suo blog per la riconferma dell’attuale premier (“Giuseppe Conte non si lancia in strambe affermazioni, mostra e dimostra un profondo senso di rispetto per le istituzioni, insieme ad una chiara pacatezza ricca di emozioni normali, senza disturbi della personalità. La politica è mediazione o mediocrizzazione?” questo il Grillo pensiero),  con il segretario del Pd che replica dicendo che serve "un governo di svolta per rimarcare la discontinuità con l'esecutivo giallo-verde".
?Altro punto che desta qualche perplessità è quello dei cosiddetti “tavoli di interlocuzione” con i Dem che per bocca del Vicesegretario Orlando chiedono che quello fra PD e M5S sia  l’unico tavolo aperto per formare il nuovo esecutivo, mentre dal Movimento fanno sapere che al momento non ci sono altri tavoli con forze politiche è che quello è il tavolo principale (che tradotto dal politichese potrebbe significare che la politica dei due forni rimane sullo sfondo e potrebbe essere utilizzata se alcuni punti cari al Movimento non dovessero essere accettati).
Totoministri

Le voci che si susseguono nei palazzi romani, comunque sono tutte portate a pensare che alla fine questo Governo della discontinuità Giallo-Rosso si farà, e sarà un Governo di alto profilo politico, al punto che qualcuno inizia a far filtrare pure i primi nomi; come ad esempio quello di Di Battista (più favorevole all’intesa con la Lega) che in casa grillina vedono bene come ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e conio conseguente spostamento Di Maio al Viminale al posto di Salvini (ministero che i grillini considerano chiave in termini di voti e utile per comunicazione), mentre potrebbero essere in bilico in casa pentastellata Toninelli che lasciarebbe ad un compagno di partito il ministero dei Trasporti e Infrastrtture. Buone chaches di restare al loro posto per Costa all’ambiente e Trenta alla difesa.
In casa Dem circolano i nomi di Franceschini all’Istruzioni, Gentiloni agli esteri, Orlando alla giustizia ma qui lo scontro con Bonafede è apertissimo, e Cottarelli all’economia.
Premier
Resta il nodo primo ministro che non sarà un nodo facile da sciogliere, anche se alla fine i grillini potrebbero cedere su Conte che andrebbe in Europa come commissario alla concorrenza e digerire Draghi (che al momento si è chiamato fuori, ma che su richiesta di Mattarella e per un Governo di legislatura alla fine scenderebbe in campo) che resta il nome più gradito in chiave europea.
Mia oggi è solo sabato e fino al pomeriggio fi martedì ci sarà tempo per altri incontri e per definire una base solida su cui costruire un Governo di legislatura come il Paese richiede e necessita.

24-08-2019 11:31:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA