GIOVEDÌ 27 GENNAIO 2022




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Crisi di Governo: Rousseau "benedice il Conte bis, si lavora sulla squadra dei ministri

Braccio di ferro nella notte sulle poltrone, anche Leu entra nel nuovo esecutivo che potrebbe giurare in giornata

di Redazione
Crisi di Governo: Rousseau

Ore febbrili per la nascita del nuovo Governo giallo-rosso-rosso visto che anche LeU farà parte del nuovo esecutivo, tanto che già in tardissima mattinata il premier incaricato Giuseppe Conte potrebbe salire al Colle e scioglire così la riserva presentando al Capo dello Stato Sergio Mattarella la lista dei Ministri che a loro volta potrebbero giurare in serata.
Ma procediamo con ordine.
Ieri il popolo grillino chiamato a raccolta dal gran capo Beppe Grillo, ha votato sulla piattaforma Rousseau che ha resistito anche a tentativi di sabotaggio da parte di hackers, scontato l'esito ma non così "bulgaro" in termini di percentuale (79,3%), come poi avvenuto, superando di gran lunga anche in termini di partecipazione diretta degli iscritti tutti gli altri del passato.
Mentre i grillini votavano, Conte e le delegazioni dei partiti hanno messo a punto il programma di lavoro del nuovo governo, che nelle intenzioni dei sottoscrittori dovrà essere per un esecutivo di legislatura.
Alla fine si conteranno ben 26 punti condivisi e firmati.
Ma il lavoro di cuci e scuci di Conte non si è fermato solo al programma, e il premier incaricato ha dovuto lavorare anche ai nomi dei ministri che andranno ad occupare le caselle.
Le voci che si susseguono sono molte, ma sembra che alcuni punti fermi si siano trovati. Nessun Vice Premier, un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (e qui c'è battaglia perchè Conte vorrebbe una persona di sua fiducia mentre sia PD che M5S reclamano l'incarico), sdoppiamento del superministero Lavoro e Sviluppo Economico così da accontentare tutti.
I capi delegazione dei due partiti maggiori saranno Luigi Di Maio che pare aver scelto per se stesso la poltrona di Ministro degli Esteri e Dario Franceschini cui dovrebbe andare il ministero della Difesa.
Alla Giustizia sembra scontata la riconferma di Bonafede dopo che Orlando si è sfilato dall'entrare nel nuovo esecutivo.
Per il resto infuria la battaglia all'interno dei due schieramenti con il PD che mentre da un lato dichiara di voler lavorare su nomi nuovi, dall'altro deve fare i conti con i renziani che in parlamento occupano la maggioranza dei seggi e che in questa partita hanno giocato un ruolo decisivo.
Non sono megli messi in casa M5S dove gli "ortodossi" che fanno capo a Fico spingono anche loro per la discontinuità ma allo stesso tempo ad avere più peso nella compagine governativa.
La certezza e che fra poche ore tutto sarà più chiaro con il nuovo Governo subito alla prova della manovra finanziaria, che alla fine è quella che veramente interessa agli italiani.




 

04-09-2019 09:20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA