VENERDÌ 06 DICEMBRE 2019
Libri

"Cristo sul Vesuvio" di Antonio Cirillo presentato alla Mondadori di Castellammare

Ospite del salotto di Pierluigi Fiorenza il giudice con il suo libro denuncia della Terra dei Fuochi: "Nel libro è racchiusa la mia esperienza di uomo, magistrato e giornalista"

di Vittoria Stella

Non si fermano gli eventi cultrali organizzati da Pierluigi Fiorenza. Questa volta è stato il turno di “Cristo sul Vesuvio- il Vangelo secondo me”, romanzo scritto dal giudice Antonio Cirillo. Il libro che presenta una prosa perfetta e fluida è stato edito dall’associazione “Il Quadrerno Edizioni”, che ha l’obiettivo di pubblicare attraverso le loro piccole risorse economiche le opere che si distinguono per l’originalità del contenuto e la forza utilizzata. Stefania Spisto, presidente dell’associazione, ha spiegato al pubblico presente le motivazioni che l’hanno spinta a pubblicare il libro di Cirillo. La Spisto ha sostenuto che il romanzo è scritto con una prosa perfetta, tant’è che non c’è stata la necessità di intervenire nel testo con un lavoro di editing, come di consueto si fa prima di pubblicare un prodotto letterario. L’opera di Cirillo è una denuncia amara della realtà vesuviana contemporanea. Una realtà che ha come protagonista le barbarie della camorra, che priva di coscienza deposita i rifiuti tossici all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio provocando l’ avvelenamento delle terre. E’ la triste vicenda della Terra dei Fuochi, che ormai da anni sta mettendo in ginocchio la popolazione dell’area vesuviana, facendo ammalare tantissime persone, soprattutto bambini. L’autore che ha alle spalle una lunga carriera di giudice conosce molto bene le dinamiche che si celano dietro le organizzazioni criminali. Nel libro è sottesa l’amarezza di non essere riuscito a sconfiggere le associazioni camorristiche, nonostante i numerosi processi contro grandi esponenti dei clan. Il romanzo ha come protagonista Yeshua, un giovane americano di colore, che giunge in Campania per motivi di studio. Yeshua deve effettuare delle ricerche sulla vita di Cristo e si mette in contatto con un professore della Federico II, il quale ha scritto un libro sull’argomento. Il giovane americano poco dopo essere giunto in terra vesuviana, ed aver scorto le numerose problematiche del territorio, sente il bisogno di passare dalla teoria alla prassi. Yeshua si stabilisce alle falde del Vesuvio, dove a causa dello smistamento illegale dei rifiuti tantissime persone si stanno ammalando di tumore. L’indifferenza delle istituzioni politiche e la rassegnazione delle vittime lo spingono a smuovere gli animi delle persone che popolano un territorio tanto bello quanto malato. Yeshua fonda una sorta di comunità con lo scopo di riportare le terre del Parco Nazionale del Vesuvio alla bellezza e salubrità di un tempo. Tempo dopo viene ritrovato crocifisso ad un pino, anche se in realtà il suo corpo è scomparso e ne è rimasto solo l’ombra. Si grida subito al miracolo, ma bisogna anche trovare il responsabile della sua macabra fine. Un giovane giornalista, Mino Colapesce, avrà il compito di indagare sulla sua morte e sulla misteriosa scomparsa del corpo. Dapprima, Colapesce si mostra scettico verso questa vicenda, poi si lascia coinvolgere notevolmente, arrivando a ricevere delle visione del “Cristo nero” che lo incita a proseguire la sua missione. L’autore, dopo aver dialogato con il relatore Pierluigi Fiorenza, ha risposto alle numerose domande postegli dal pubblico presente riguardo alla realizzazione del libro ma anche relative alla sua esperienza di giudice.

06-03-2017 13:02:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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