DOMENICA 26 GIUGNO 2022




i dati

Cybercrime, 2020 e 2021 anni neri, l’importanza della sicurezza sul web

i dati e come evitare spiacevoli inconvenienti

di Red
Cybercrime, 2020 e 2021 anni neri, l’importanza della sicurezza sul web

Durante la pandemia il problema del cybercrime ha toccato livelli preoccupanti. Gli studi condotti tra il 2020 e il 2021 dall’Osservatorio Cybersecurity e dal Cnaipic concordano tutti sul fatto che la pandemia abbia portato con sé diversi problemi più o meno complessi.

+60% di crimini informatici: tutti i dati del cybercrime nel 2020

A essere colpiti dal fenomeno del cybercrime, nel primo anno di pandemia, sono stati i settori più disparati: dalla finanza, alla sanità, alla violazione della privacy fino ad arrivare alla sottrazione di dati sia nel settore pubblico che in quello privato. Negli ultimi tre mesi del 2020 sono stati registrati in Italia 237 crimini informatici: il 60% in più rispetto al trimestre precedente e quasi cinque volte in più rispetto ai primi tre mesi dello stesso anno. Rispetto al 2019, i dati registrano un aumento complessivo dell’86%.

Tra le modalità utilizzate vi è al primo posto il phishing-social engineering (43%), che riesce ad adescare solitamente chi non ha dimestichezza con gli strumenti informatici. Diversi sono poi gli attacchi “Unknown”, sulla percentuale del 24%, dei quali non si conoscono le modalità utilizzate da chi riesce a sottrarre i dati, e i malware (23%), il cui utilizzo è quadruplicato nel corso dell’anno.

Con l’inizio della pandemia i dati hanno raggiunto un’impennata notevole a partire da marzo 2020, soprattutto con lo smart working e i pagamenti svolti a distanza.

Come evitare spiacevoli inconvenienti

Come spiegano alcune guide approfondite sul tema, è consigliabile seguire alcuni accorgimenti per navigare in sicurezza sul web e proteggersi in maniera efficace dalle numerose minacce informatiche esistenti (furti di dati, malware, virus, ecc). Per evitare questi spiacevoli inconvenienti occorre quindi essere preparati. Tra i trucchi consigliati c’è sicuramente la scelta di password complesse e ben studiate. Si consiglia inoltre di non comunicare mai i propri dati a pagine web sconosciute, e di verificare sempre l’attendibilità dei siti o pagine che visitiamo.

Spesso i dati personali vengono sottratti anche dopo la compilazione di un semplice format online. C’è da considerare, infatti, che molti display pubblicitari possono indurre coloro che navigano nel web a cliccarci sopra e a innescare una serie di circostanze che portano alla sottrazione involontaria dei propri dati.

I dati del 2021

Per il 2021 i dati sono stati altrettanto preoccupanti e sembrano perdurare anche per l’anno appena iniziato. Sul finire dell’anno sono stati registrati più di 200 crimini informatici. Si è registrato quindi un aumento considerevole rispetto ai primi mesi del 2020. L’anno in particolare è stato interessato da sextortion (un metodo di estorsione in cui i ricattatori minacciano le vittime di pubblicare foto o video compromettenti se non rispondono alla richiesta di riscatto), con il 54% in più rispetto al 2020.

L’Italia risulta essere uno dei Paesi più a rischio di sextortion. Si parla anche di revenge porn (caricamento online di materiale sessuale esplicito per vendicarsi dopo la fine di una relazione), aumentato del 78%. Il reato di stalking online ha subito invece un aumento del 23%. Continua sempre a crescere il cybercrime finanziario guidato mediante frodi architettate a regola d’arte a livello informatico. Molto più di 36 milioni sono stati ottenuti da organizzazioni che si muovono con lo scopo del cybercrime.

Come appena visto, il crimine informatico comprende una vasta gamma di modalità che si traducono in tipi di reati informatici differenti. Il minimo comune denominatore è sempre legato alla sottrazione di dati mediante software o hardware, un fenomeno che lascia trasparire un continuo anche per l’anno appena iniziato.

Le motivazioni di questo incremento di truffe nel periodo pandemico, come segnala la Polizia Postale, sono legate al fatto che i cittadini sono stati costretti a svolgere tutte le loro attività a distanza, tra cui lo smart working. Un’abitudine che ha reso più vulnerabili gli utenti rispetto al passato.


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10-04-2022 11:31:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA