SABATO 22 GENNAIO 2022




La bufera

Da Castellammare a Roma il caso Melisse, tessere a amici e parenti: rischia espulsione e poltrona

La vicenda in mano alla commissione di garanzia del partito di Renzi, mozione di sfiducia dei Cinquestelle

di Christian Apadula
Da Castellammare a Roma il caso Melisse, tessere a amici e parenti: rischia espulsione e poltrona

E’ stato lui stesso a mettersi al centro della scena. Eduardo Melisse ha deciso di autodenunciarsi, ammettendo di essere il signore delle tessere. Non gli piace giocare di rimessa e parte all'attacco. Ma le sue 130 tessere fatte ad “amici e parenti”, come lui stesso ha raccontato a testate nazionali, hanno messo una seria ipoteca sulla sua poltrona di presidente del consiglio di Castellammare. Dello scandalo degli iscritti on line pagati tutti da lui, con pay pal, ormai si occupa la direzione nazionale del Pd. Sul tavolo, insieme al suo, i casi scottanti dei tesseramenti di alcune sezioni napoletane del partito di Renzi. La decisione su che fare delle sue tessere sarà presa tra domani e martedì, quando la commissione di garanzia dovrà esprimersi. Se prevarrà la linea dura, oltre all’annullamento delle iscrizioni, scatterà anche l’espulsione dal Pd. A quel punto il “signore delle tessere” diverrà un problema tutto stabiese. Sarà, infatti, la maggioranza e il sindaco Pannullo a decidere se lasciare lo “scomodo” personaggio sulla poltrona di Presidente del consiglio, la più ambita di Palazzo Farnese. Nel frattempo l’opposizione ha già ingranato la marcia, i Cinquestelle intendono presentare una mozione di sfiducia e non sembrano disponibili a fermarsi. “Dopo la conferma ufficiale che la vergognosa operazione di compravendita occulta delle tessere di partecipazione al Partito Democratico è stata frutto di un avvilente e sistematico disegno partorito dalla mente del consigliere Eduardo Melisse che in questo momento ricopre il prestigioso ed importante ruolo di Presidente del Consiglio del Comune di Castellammare di Stabia, siamo fortissimamente decisi a presentare una mozione di sfiducia nei confronti dello stesso. Lo scandalo tesseramenti è solo l’atto finale di un comportamento istituzionale già al limite, visto che il Presidente Melisse ha dimostrato più volte di non essere all’altezza del compito assegnatogli, nonostante la lunga "competenza" acquisita nell'ambiente consiliare”. Ma il movimento di Grillo può contare solo sue due consiglieri comunali, mentre per portare la mozione in aula servono otto firme. “Ci auguriamo che i consiglieri di minoranza, ma anche quelli di maggioranza si convincano a sottoscrivere questa sfiducia, che riteniamo un atto dovuto nei confronti dei cittadini stabiesi” scrivono Enzo Amato e Mara MurinoMa l'opposizione non ha ancora deciso una strategia comune e c'è chi, invece, preferisce un consiglio comunale sul caso che faccia emergere le divisioni nella maggioranza a sostegno di Pannullo. "Per me è una questione tutta interna al Pd. Un Pd che ho lasciato anche perché è un partito che ha dimostrato di essere un'organizzazione che si mette le regole sotto ai piedi e che è sottomesso ai capi corrente di turno. Basta vedere che oggi è nelle mani di chi ha mandato a casa nel 2015 un Sindaco Pd. Io sono per un consiglio comunale sulla situazione politica" dice da sinistra il capogruppo di Per Castellammare, Alessandro Zingone. Insomma questione di ore, forse di un giorno, e toccherrà a Pannulo e i suoi decidere come rimediare all'uragano Melisse.

 

05-03-2017 13:42:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA