MARTEDÌ 18 MAGGIO 2021




La storia

Da Gerusalemme a Castellammare, la Sacra Spina portata in Europa dai Templari

In tanti attendono il prodigio, mentre la Chiesta attende la conferma sulla sua origine

di Francesca Pasqua
Da Gerusalemme a Castellammare, la Sacra Spina portata in Europa dai Templari

La Sacra spina potrebbe essere arrivata a Castellammare da Gerusalemme. A portarla in Europa potrebbero essere stati addirittura i Templari. Un lungo viaggio, fino a quando le tracce della Reliquia si perdono. Poi eccola riapparire nel tesoro di una famiglia di Castellammare: i Cannavale. E cosi la storia dei tesori stabiesi si arricchirebbe di uno dei suoi pezzi più preziosi. Se i fedeli, infatti, sono in attesa di un prodigio, la Chiesa è invece intenta a dimostrare che la Sacra Spina potrebbe portare con sé la storia della culla del Cristianesimo. Intanto da ieri è una processione continua. In tanti entrano in Cattedrale per vedere la Sacra Spina, custodita in una teca ottocentesca ed esposta sull'altare del Gesù. C’è tempo fino alla mezzanotte di oggi per assistere al prodigio. Dopo 141 anni dal rametto di spine potrebbe nascere un fiore. Un segno di speranza in una città in crisi. Ma se la folla attende, quello che la leggenda ha tramandato essere possibile avvenire solo quando il Venerdì Santo coincide con il 25 marzo, la Chiesa sta approfondendo aspetti scientifici per risalire alle origini della reliquia. Don Antonino, parroco della Cattedrale, spiega che si stanno compiendo accertamenti in grado di capire se il rametto appartiene davvero alla pianta “Paliurus Spina Christi” che cresce solo a Gerusalemme.
La provenienza non è certo un particolare. Secondo quanto riferisce lo storico stabiese, padre Anselmo Paribello, Superiore del Convento di San Francesco, il ramoscello spinoso era uno di quelli intrecciati nella corona di spine che Gesù Cristo portò sul Calvario.
La tradizione vuole che, ogni volta che il Venerdì santo coincide con il 25 marzo - festa dell'Incarnazione del Messia - come accade quest'anno, ''la spina mostra un fiorellino''.
Il prodigio viene osservato in altre 30 chiese nel mondo che custodiscono simili reliquie, tra le quali la Chiesa-Monastero dei Santi Giuseppe e Teresa, delle Carmelitane scalze in via Santa Maria dei Monti ai Ponti Rossi, a Napoli, ed inoltre ad Andria ed a Bari.
Nella Cattedrale di Castellammare, il parroco, don Antonino, è tranquillo e speranzoso, e dice: ''La reliquia è stata donata circa 5 anni fa all'Arcidiocesi dalla famiglia Cannavale, che ne era in possesso da centinaia d'anni, avendola ricevuta dal Conte Cesare Caterini, cavaliere di cappa e spada di Sua Santità, ma non abbiamo alcuna prova di quanto viene raccontato. Quindi, una settimana fa abbiamo redatto un verbale corredato di fotografie per tentare di testimoniare scientificamente eventuali modifiche che dovessero verificarsi domani''.
Secondo notizie storiche, le reliquie provenienti dalla Corona di spine, sarebbero fiorite o sarebbero rinverdite, o ancora, sarebbero apparse insanguinate nel 1932. Lo riferiscono le cronache dell' epoca presso diverse chiese.
Del rametto spinoso di Castellammare non si sa niente, perché in passato la teca, chiusa come si presenta adesso con un sigillo in ceralacca con stemma arcivescovile, veniva venerata nel convento delle Suore Stimmatine.
E’ grande l’attesa quindi fino alla mezzanotte per capire se avverrà il prodigio. 

25-03-2016 15:07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA