DOMENICA 23 GENNAIO 2022




Calcio

Dalla scugnizzeria alla foresteria

Il processo di "Napoletanizzazione" del Club fallito prima di iniziarlo.

di Luca Cimmino
Dalla scugnizzeria alla foresteria

La battezzò “Scughizzeria” (e devo ammettere che con i nomi ci sa fare) per dare un senso di appartenenza al popolo Napoletano, per far sì che Barcellona e Napoli non condividessero solo il mare e l’amore per il calcio, ma anche e soprattutto un vivaio dove far emergere i talenti del Napoli del futuro, ed invece … Lorenzo Insigne.

Capiamoci, mica poca roba eh?! L’intuizione di Santoro fu eccezionale, ora Insigne da solo vale 10 volte quanto tutti i giovani della SSC Napoli, ma la progettualità che fine ha fatto? Il tutto naufragato in slogan altisonanti come “nessun giovane calciatore campano deve andar via al nord” ed invece la mancanza d’investimenti e di strutture ha portato il Napoli, di fatto, a non aver una “cantera” di giovani talenti.

Nessun campus, nessun calcio-bus, nessun sussidio. Se sei un calciatore in erba e non hai modo di arrivare a Castel Volturno da solo, sei fregato bello mio. Tanto vale fermarsi alle scuole calcio locali sperando che qualche osservatore metta gli occhi su di te e ti porti via dalla terre delle promesse mai mantenute (vedi Donnarumma).

Il fallimento del progetto giovanile potrebbe già da solo bastare a far capire quanto poco De Laurentiis sia legato al territorio, ma se allarghiamo il cerchio sembra che il patron Azzurro non sia legato, non solo alla Napoletanità tanto sbandierata, ma anche all’Italianità.

Una breve occhiata all’ultima prima squadra, tanto per farci un’idea.

Reina – Rafaele – SEPE

Koulibaly – Albiol – Chiriches – Ghoulam – Rui – Hysaj – Milic – TONELLIMAGGIO

Hamsik – Allan – Rog – Diawara – Zielinski – Machach – JORGinho

Milik – Mertens – Callejon – Ounas – Leandrinho - INSIGNE

25 Giocatori, come da regolamento, col minimo sindacale di Italiani in rosa seguendo i discutibili criteri in vigore dalla scorsa stagione.

La tendenza in ogni caso non sembra migliorare, l’addio di Maggio, il quasi certo addio di Jorginho (naturalizzato) e Sepe porterebbe il Napoli ad avere i soli Tonelli ed Insigne in rosa e questa cosa francamente a me scoccia parecchio.

Leno, Areola e Rui Patricio per sostituire Reina, quando c’è un Sirigu di comprovata bravura ed esperienza pronto per la piazza e se l’età è un problema i giovani Meret e Cragno sono peggio del portiere tedesco e del lusitano? Io faccio fatica a crederlo considerando la nostra scuola di estremi difensori.

In difesa i nomi sono quelli dell’ex Sassuolo Vrsaljko, che ci ha rifiutato decine di volte, e poi c’è Meunier del PSG.

Si parla solo di Verdi come acquisto autoctono, poi per il resto Fabian Ruiz, Torreira, Ceballos e chissà quanti altri ma di sicuro nessuno proveniente dalla terra di Dante.

Il fallimento della Nazionale è colpa dei club che vanno a prendere calciatori da ogni parte del mondo meno che in Italia ed il Napoli, purtroppo, è uno di quei Top Club che ha contribuito a questa débâcle offrendo il solo Insigne come calciatore utile alla doppia causa Azzurra (Napoli e Nazionale), la naturalizzazione di Jorginho non è certo un merito da ascrivere alla Società di Aurelio de Laurentiis, ma una semplice coincidenza sportiva.

La nazionalizzazione delle squadre deve diventare un punto cardine per il futuro del calcio italiano, non si può pretendere che sia la sola Atalanta a sfornare talenti, perché questi calciatori vanno messi in top club per eccellere e misurarsi con obiettivi alti che non siano salvezza o Europa League.

L'internazionalizzazione non significa certo diventare un agglomerato di calciatori provenienti dai 5 continenti, ma portare il Napoli ad eccellere sul piano internazionale, mantenendo il suo carattere non dico certo 100% Made in Naples, ma almeno un 40% Made in Italy, anche perché in teoria la Sede Legale del Napoli non è neanche a Napoli ma in provincia di Caserta ... pensa te!

De Laurentiis ha il dovere di progettare il Napoli del futuro partendo dal patrimonio di calciatori che ha già in Campania e nel sud Italia dove DEVE primeggiare ed essere sempre il primo club ad interessarsi dei talenti locali, anche perché, mi si permetta di dirlo, siamo l’unica città dove a mezzanotte ci sono ancora ragazzini con le maglie dei loro campioni a giocare in strada, ed è dalle strade e dagli oratori che sono nate le stelle del firmamento calcistico locale, basta solo andare a prenderli, sono già la fuori …

 

 

02-06-2018 17:32:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA