LUNEDÌ 18 NOVEMBRE 2019
Il fatto

Fincantieri, mazzette e regali ai manager: indagato anche uno stabiese

Perquisizione nello stabilimento di Castellammare

di redazione
Fincantieri, mazzette e regali ai manager: indagato anche uno stabiese
Da mille a duemila e cinquecento euro al mese per garantire una copertura alle imprese amiche. Praticamente un altro stipendio, più regali e benefit, come orologi o computer. Sono 12 i dirigenti e funzionari di Fincantieri accusati di avere preso mazzette da parte della procura di Venezia. Un sistema di tangenti per favorire un gruppo di imprese che vincevano appalti per la Fincantieri. I titolari delle ditte in subappalto avrebbero dato mazzette e regali ai dirigenti in diversi momenti: dapprima per essere accreditati come fornitori ufficiali di Fincantieri; quindi per ottenere le commesse; infine per ottenere un numero maggiore di ore di lavoro. Un'inchiesta per la quale mercoledì mattina è scattata una perquisizione anche nello stabilimento di Castellammare, come negli altri del gruppo leader della cantieristica. Nella fabbrica stabiese è indagato Andrea Bregante, responsabile in un settore strategico come il centro acquisti. Funzionario di Chiavari lavora nella sede di Castellammare, mentre uno stabiese nell'elenco dei dodici dipendenti finiti nell'inchiesta è Francesco Ciaravola, dirigente a Marghera. Ed è proprio in quel cantiere che sarebbero partite le indagini sul sistematico sfruttamento di operai stranieri che, con la compiacenza di chi avrebbe dovuto controllare, venivano costretti a lavorare molte ore in più di quanto risultava a busta paga. Operai costretti a stare in fabbrica per 4 o 5 euro all'ora. Oltre Bregante e Ciaravola sono indagati Vito Cardella, 44 anni di Palermo, Carlo De Marco, 72 anni di Trieste, Luca De Rossi, 50 anni di Mira, Alessandro Ganzit, 41 anni di Udine, Antonio Quintano, 52 anni di Mira, Paolo Reatti, 66 anni di Trieste, Matteo Romeo, 48 anni di Treviso, Massimo Stefani, 48 di Venezia, Mauro Vignoto, 49 anni di Spinea, Francesco Zanoni, 55 anni di Mirano. Fincantieri, che assicura piena collaborazione agli inquirenti, rivendica "la propria estraneità rispetto ai fatti cui le indagini si riferiscono" e auspica "che verrà dimostrata la completa estraneità dei propri dipendenti. Laddove invece le accuse venissero confermate - assicura - la società adotterà immediati provvedimenti nei confronti di dipendenti che si fossero resi responsabili di condotte illecite, lesive dell'immagine della società. Fincantieri - conclude la nota - adotta, anche in quanto emittente quotato, gli standard più elevati di compliance operativa e normativa, e impronta costantemente la propria azione a principi etici e di massima trasparenza".
08-11-2019 20:37:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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