MARTEDÌ 25 GENNAIO 2022




Il fatto

Fine della latitanza dorata di Imperiale a Dubai, firmato il trattato di estradizione con gli Emirati Arabi

In fuga da due anni, il narcotrafficante di Castellammare risiedeva al Burj Al Arab

di Redazione
Fine della latitanza dorata di Imperiale a Dubai, firmato il trattato di estradizione con gli Emirati Arabi

E’ il primo della lista. Il nome tra quelli che la magistratura italiana attende con più interesse. La latitanza dorata di Raffaele Imperiale ha i giorni contati se lo stabiese più ricercato a livello internazionale si trova ancora a Dubai. Il cerchio attorno al narcotrafficante di Castellammare si stringe. Potrebbero rientrare presto in Italia diversi latitanti rifugiati nel Golfo. Il Trattato di estradizione tra Italia ed Emirati Arabi è già stato firmato nel 2015; poi l'Italia ratificò la direttiva Ue che dispone che negli accordi con Stati in cui vige la pena di morte sia esplicitato che, in caso di estradizione verso quei Paesi, la pena capitale va commutata in detentiva. Nei giorni scorsi il ministero degli Esteri ha concordato il passaggio normativo legato alla pena di morte: da qui la possibilità di ratifica definitiva da parte dell'Italia.
Soddisfatto il deputato Pd Davide Mattiello che da tempo spinge per l'entrata in vigore della norma, "ora sarà possibile porre fine alle latitanze spudorate che si consumano negli Emirati alla luce del sole", dice.
Oltre a Matacena e Tulliani negli Emirati si trova il narcotrafficante ritenuto vicino al clan degli scissionisti lo stabiese Raffaele Imperiale, 'in fuga' da gennaio 2016 e che le cronache davano residente al Burj Al Arab, hotel da mille e una notte. E’ lui l’uomo che nascondeva a casa dei genitori nella periferia stabiese i due Van Gogh restituiti al Museo di Amsterdam da cui erano stati rubati grazie ad una brillante operazione delle forze dell’ordine.
Sempre a Dubai ha riparato Gaetano Schettino, braccio destro di Imperiale, anch'egli narcotrafficante della camorra napoletana, che nel 2016 fu arrestato e liberato a Dubai nel giro di 40 giorni. La latitanza dorata al caldo torrido degli Emirati è stata scelta, tra gli altri, anche da Samuele Landi, ex ceo di Eutelia, condannato in primo grado a nove mesi nel 2015 per il crac della società, dal costruttore Andrea Nucera, autore di presunti abusi in una lottizzazione e latitante ad Abu Dhabi e dall'imprenditore milanese Anton Giulio Alberico Cetti Serbelloni, accusato di una evasione fiscale da 1 miliardo di euro. 

22-02-2018 18:53:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA