LUNEDÌ 29 NOVEMBRE 2021




Il fatto

Fiume Sarno, mare e aria avvelenati dalle industrie conserviere: 'Fate presto'

Sono più di 13 mila le tonnellate di rifiuti sversate illecitamente, in tilt il sistema di depurazione

di Redazione
Fiume Sarno, mare e aria avvelenati dalle industrie conserviere: 'Fate presto'

I veleni sversati nel fiume Sarno stanno mandando in tilt l'intero sistema di depurazione. Dopo il vertice di ieri a Scafati il presidente della Gori rinnova l'appello alle Autorità ad intervenire in tempi rapidi. In molti comuni ormai, soprattutto la notte, non si riesce più a respirare per l'odore che assomiglia a quello del letame. Cittadini esasperati da Scafati fino a Castellammare. Soprattutto gli abitanti di Santa Maria la Carità e Sant'Antonio Abate costretti a convivere con la forte puzza. Si è tenuto ieri l’incontro tra GORI, le Amministrazioni comunali di Scafati, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate e ARPAC per un confronto sull’attuale situazione emergenziale degli scarichi industriali illeciti e sulla conseguente tenuta e funzionamento dell’impianto di depurazione di Scafati, gestito da GORI.
Spiega Gori in una nota: "Infatti, come è ormai noto il depuratore di Scafati è in affanno a causa dell’arrivo all’impianto, in coincidenza con l’avvio delle lavorazioni delle aziende conserviere, di quantitativi abnormi di solidi sospesi.
Tali sostanze, cioè, sedimi di terra e scarti della lavorazione del pomodoro, impediscono il corretto funzionamento del depuratore di tipo biologico di Scafati, ma anche degli impianti di depurazione di Angri, Nocera Superiore e Mercato San Severino". Gori dà i numeri del disastro. In soli 23 giorni le quantità di solidi (terre e limo) pervenute agli impianti a servizio del comprensorio Sarnese ammontano a circa 13.500 tonnellate, pari alla quantità massima che – secondo progetto – tali impianti avrebbero dovuto ricevere in tutto l’anno di funzionamento.
Questo fenomeno di sversamento illecito di rifiuti in pubblica fognatura comporta un’occlusione delle strutture dedicate alla fase di grigliatura e di trattamento primario, il deterioramento delle apparecchiature dell’impianto ed una richiesta di ossigeno a supporto delle fasi di depurazione biologica non soddisfacibile con le dotazioni impiantistiche determinando la parziale inefficacia del processo di ossidazione biologica ed il concreto rischio (sino ad oggi scongiurato solo grazie alla incessante attività dell’azienda) di un “collasso” del depuratore.
In aggiunta alle azioni di natura tecnica attuate a tutela dell’ambiente, GORI ha denunciato alle Autorità competenti le immissioni illecite di reflui non conformi alla normativa vigente.
“Oltre alle misure gestionali straordinarie, poste in essere per mitigare le attuali criticità dei nostri impianti di depurazione causa scarichi industriali illeciti, il nostro personale resta costantemente impegnato per risolvere il continuo stato di emergenza con attività e manovre atte ad evitare un disastro ambientale. Per tali ragioni, sono auspicabili interventi immediati da parte delle Autorità pubbliche preposte, al fine di stroncare e, comunque, interrompere comportamenti nocivi all’ambiente ed alla collettività” – dichiara l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello.

25-08-2021 13:55:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA