SABATO 23 OTTOBRE 2021




Castellammare

Foce Sarno, nel fiume più del doppio dei batteri previsti per legge: veleni che arrivano a mare

La denuncia di Legambiente: "Emergenza da risolvere. I soldi ci sono, la Regione accetti la sfida"

di Redazione
Foce Sarno, nel fiume più del doppio dei batteri previsti per legge: veleni che arrivano a mare

Per sette anni inquinato come la prima volta. Depuratori, soldi pubblici investiti, aziende denunciate perché sversavano i veleni nel fiume, dossier arrivati all’Unione Europea. Il Sarno continua ad essere inquinato oggi allo stesso modo che sette anni fa. Lo dice Legambiente che con la sua Goletta Verde ha monitorato le foci dei fiumi in Campania. Alla foce del Sarno la carica batterica è più del doppio di quella che dovrebbe essere, veleno che poi si sversa a mare. "È urgente riorganizzare ed avviare i servizi idrici in Campania. La Regione ha di fronte una sfida che non può perdere. Ci sono quasi un miliardo di euro di fondi comunitari che se finalmente spesi bene potrebbero risolvere quest'emergenza". A dirlo Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania in merito al bilancio del monitoraggio svolto dall'equipe tecnica di Goletta Verde, nel corso della conferenza stampa al Circolo Canottieri Irno di Salerno, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde; Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania; Lucio De Maio, dirigente dell'Unità Operativa Mare dell'Arpac. Su trentuno punti monitorati da Goletta Verde, venti presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Alcuni dei punti monitorati da Legambiente risultano ormai inquinati per il settimo anno consecutivo: la foce del torrente Savone a Mondragone; la foce del Regi Lagni, lo sbocco del canale di Licola, la foce Lagno vesuviano, la foce del fiume Irno e del fiume Sarno. Su base regionale ben il 34% dei controlli è risultato "non conforme", con punte di non conformità del 59% per gli impianti della provincia di Benevento e a seguire 50% provincia di Avellino, 38% provincia di Caserta, 34% provincia di Salerno e, situazione relativamente meno critica, 20% provincia di Napoli.
Nel Salernitano, su dieci punti monitorati nove hanno evidenziato elevate cariche batteriche e per sette di questi il giudizio è di "fortemente inquinato", ovvero alla foce del fiume Irno, a Salerno, sul lungomare Tafuri; ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; alla foce del torrente Asa a Pontecagnano-Faiano; a Battipaglia, alla spiaggia nei pressi della foce del Tusciano; a Marina di Eboli, al canale di scarico su via Mimbelli; alla foce del rio Arena a Castellabate/Montecorice e a Capaccio alla foce dl rio presso via Posidonia in località Laura. Giudizio di inquinato invece per i campionamenti effettuati a Torre di Paestum/Licinella, alla foce Capo di fiume e alla foce del fiume Solofrone tra Capaccio e Agropoli. Si salva il solo prelievo effettuato a Salerno alla spiaggia antistante via Mantegna sul lungomare Marconi. 

06-07-2016 14:43:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA