SABATO 19 OTTOBRE 2019
Il fatto

Furto negli scavi di Pompei, rubata una borchia del VI secolo A.C. tra i reperti in mostra

Gli inquirenti esaminano le immagini della videosorveglianza, Osanna: "Un gesto che ferisce il patrimonio culturale italiano"

di redazione
Furto negli scavi di Pompei, rubata una borchia del VI secolo A.C. tra i reperti in mostra

Sparita una borchia in bronzo risalente al VI secolo A.C. dagli Scavi di Pompei. E’ una delle quattro borchie in bronzo applicate su una riproduzione della porta di Torre Satriano, in esposizione nella Mostra "Pompei e i greci" allestita nella Palestra grande del sito archeologico.
Il furto sarebbe avvenuto durante l'orario di apertura al pubblico. I carabinieri di Torre Annunziata sono al lavoro per esaminare le immagini del sistema di videosorveglianza.
Si tratta di una  borchia del diametro di 7,3 cm, della seconda metà del VI –inizi del V sec a.C. proveniente dal Museo archeologico nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu” di Potenza, il cui valore assicurativo è di 300 euro. A spiegare nei dettagli la situazione è il direttore generale di Pompei Massimo Osanna: “La borchia era, come le altre tre, avvitata sul pannello espositivo e coperta da lastra trasparente di protezione pertanto la rimozione del pezzo deve aver richiesto un tempo necessario a evitare i controlli. L'edificio, inoltre, è di giorno presidiato da personale Ales e di notte sottoposto a videosorveglianza, oltre ad essere dotato di sistema di allarme. Oltre al gesto che ferisce il sito di Pompei e il patrimonio culturale italiano, pur trattandosi di un pezzo di valore non inestimabile, mi colpisce anche da un punto di vista personale trattandosi di un’area nella quale avevo condotto direttamente lo scavo.” Questa mattina la mostra è stata chiusa al pubblico per mettere agli inquirenti di lavorare, si sono recati sul posto i carabinieri e il reparto investigazione scientifiche dell'Arma dei Carabinieri  per effettuare i rilievi. “Oltre al gesto che ferisce il sito di Pompei e il patrimonio culturale italiano, pur trattandosi di un pezzo di valore non inestimabile, mi colpisce anche da un punto di vista personale trattandosi di un'area nella quale avevo condotto direttamente lo scavo". La mostra è stata inaugurata pochi giorni fa, lo scorso 12 aprile, la mostra 'Pompei e i Greci' dalla quale è stata rubata una borchia in bronzo risalente al VI secolo A.C. A far parte della mostra, oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate - greco, etrusco, paleoitalico -, argenti e sculture greche riprodotte in età romana. La mostra, secondo quanto si legge sul sito della Soprintendenza di Pompei, curata dal direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli) nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti  dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro 'biografie' luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti. Intanto si tratta di capire come sia accaduto il furto negli Scavi di Pompei superprotetti. 

18-05-2017 11:53:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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