DOMENICA 23 GENNAIO 2022




Il fatto

Giuseppe picchiato con la scopa e strozzato, il bimbo lasciato per ore morto sul divano

L'atto di accusa del medico legale contro Tony Essobti Badre e Valentina Casa

di Redazione
Giuseppe picchiato con la scopa e strozzato, il bimbo lasciato per ore morto sul divano

Il suo cuore ha smesso di battere alle undici, i soccorsi sono stati chiamati solo tre ore dopo. Giuseppe è rimasto sul divano morto a lungo, prima il coma e poi la fine senza che nessuno cercasse di salvarlo. Neppure la madre che ora ascolta quell'atto d'accusa con gli occhi bassi. Ucciso dalla scopa e da un tentativo di strozzarlo. "C'è stata una violenza brutale" nei confronti del bimbo di otto anni e della sorellina. Lo ha sottolineato più volte, nel Tribunale di Napoli, il medico legale Nicola Balzano, teste dell'accusa il pm Paola Izzo, al processo sulla morte del bimbo di 7 anni, ucciso a Cardito, il 27 gennaio scorso, che vede imputati Tony Essobti Badre e Valentina Casa, rispettivamente patrigno di Giuseppe e madre del bimbo ucciso. Lui, dalle sbarre, senza mostrare neppure una minima inflessione e lei, invece, quasi assente, seduta, con i gomiti appoggiati sulle ginocchia e lo sguardo basso, hanno assistito al racconto del medico legale. Giuseppe è stato afferrato al collo, come nel tentativo di uno strozzamento. Il piccolo ha anche cercato di difendersi, ma erano troppo forti quelle botte alla testa sferrate con un manico di scopa che, alla fine, ne hanno "determinato una condizione incompatibile con la vita" e successivamente "il coma e poi la morte", "per traumi che hanno determinato l'interruzione delle fibre nervose del cervello". La morte sarebbe sopraggiunta tra le 9 e le 11, in quella che, nella scorsa udienza, una testimone ha definito "la casa degli orrori". I soccorsi, però, sono stati chiamati solo alle 14, quindi molte ore dopo. Sul cadavere del bimbo il medico, che ha eseguito anche l'autopsia, ha trovato segni di calci, schiaffi e anche morsi, e danni frutto di colpi ricevuti il giorno della morte ma anche da botte, in particolare sulle gambe, risalenti anche alle settimane precedenti.
Balzano, dopo si è recato anche in ospedale per visitare la sorellina di Giuseppe: "ho trovato lo stesso tipo di lesioni - ha detto - la bimba era molto spaventata, aveva difficoltà ad aprire gli occhi però la tac non ha evidenziato danni gravi. Anche la bambina - ha aggiunto - aveva ecchimosi al collo, come se fosse stata vittima di un tentativo di strozzamento e sulle scapole segni di colpi sferrati con una mazza da scopa". Una tela dipinta con la violenza": l'ha descritta così, il pediatra Attilio Mazzei, "...è stata presa per il collo e sollevata, - ha detto rispondendo alle domande del pm - come in un tentativo di strozzamento che, se prolungato, avrebbe potuto anche provocare la morte ... è stata presa a calci.... e colpita con un oggetto compatibile per forma con un manico di scopa, da destra verso sinistra e viceversa, in una sorta di accanimento".
Il medico, dopo le visite e i rilievi anche fotografici eseguiti in ospedale, ha sostenuto anche un colloquio con la bimba che rispondendo alle sue domande ha mimato i colpi ricevuti e riferito le urla della madre. "Mentre stava raccontando le violenze - ha detto il pediatra - si è fatta cupa e mi ha detto 'ora stai attento, potrebbe fare del male anche a te'". Il medico le ha poi chiesto cosa potesse renderla felice, e lei ha risposto: "adesso lo sono perchè ora si fa dieci anni di galera".

06-11-2019 20:14:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA