GIOVEDÌ 27 GENNAIO 2022




La storia bella

Il Canada premia oncologa di Gragnano per i suoi studi sui tumori, Marilina Piccirillo: "Speriamo di trovare l'arma per fermarlo"

La giovane ricercatrice riceverà un importante riconoscimento per i risultati sulla malattia provocata dall'amianto

di Redazione
Il Canada premia oncologa di Gragnano per i suoi studi sui tumori, Marilina Piccirillo:

Lei non è andata via. Non è una storia da fuga dei cervelli quella di Marilina Piccirillo che il 27 aprile, in Canada, verrà premiata per il suo lavoro di giovane ricercatrice dell'Irccs partenopeo. Di Gragnano, ha studiato al liceo Severi di Castellammare prima di iscriversi a medicina e ora per lei arriva il primo importante traguardo della carriera per gli studi sul tumore. «È un piacere essere riconosciuti su quelli che sono i nostri driver istituzionali - dice il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi - quelli della ricerca e della clinica, e che da questi risultati traiamo la forza e la convinzione per obiettivi sempre più alti». Marilina Piccirillo è una giovane oncologa dell'Istituto dei tumori di Napoli: il 27 aprile riceverà a Toronto il premio 2018 del Cancer Trials Group Canadese, prestigiosa istituzione da anni in prima linea nella sperimentazione clinica di nuovi trattamenti anticancro. La giovane ricercatrice, insieme al team della Unità Sperimentazioni Cliniche dell'Istituto Pascale, diretta da Francesco Perrone, è la coordinatrice, a livello internazionale, di uno studio all'avanguardia per il trattamento del mesotelioma pleurico con uno dei più promettenti farmaci immunoterapici oggi disponibili, il pembrolizumab. Uno studio condotto insieme con i ricercatori di vari Istituti oncologici italiani ma anche canadesi e, a breve, ricercatori inglesi. «Il mesotelioma - dice Piccirillo - è un tumore piuttosto raro, ma con grande rilevanza sociale poiché causato dalla esposizione all'amianto. Siamo riusciti a costruire un network dei centri di oncologia Italiani localizzati nelle aree più a rischio per questo tumore. Contiamo di giungere ai primi risultati e, quindi, alla conclusione della ricerca, nel giro dei prossimi due anni. La nostra speranza ovviamente è che l'immunoterapia dia i risultati auspicati e possa diventare un'arma in più contro una malattia che è ancora oggi molto difficile da trattare con successo».
 

21-04-2018 12:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA