MARTEDÌ 26 OTTOBRE 2021




Il Parco degli orchi

Il palazzo degli orrori, a buttare dal balcone il piccolo Antonio fu la madre

Coinvolta nella morte di Fortuna, ora l'accusa più terribile: "Una ritorsione contro il marito"

di Redazione
Il palazzo degli orrori, a buttare dal balcone il piccolo Antonio fu la madre

E’ stata sua mamma. Che quel volo dalla finestra non era stato un incidente si era capito, visto che il piccolo Antonio viveva nel palazzo degli orrori. Nello stesso palazzo in cui trovò poi la morte un’altra bimba, la piccola Fortuna. Ma ora arriva la verità peggiore. Ad essere indagata per la morte del piccolo Antonio è la mamma. Ad incastrarla è la zia del bimbo: “Non voleva affidarlo al papà”. Una terribile ritorsione. Questa è la svolta nelle indagini sulla morte di Antonio Giglio, il bimbo di 3 anni deceduto il 27 aprile 2013 al Parco Verde di Caivano dopo essere precipitato da una finestra dell'appartamento della nonna materna. Dopo settimane di conferme e smentite si è appreso oggi che la Procura di Napoli sta procedendo per omicidio volontario nei confronti della madre del bimbo, ex compagna di Raimondo Caputo, l'uomo in carcere con l'accusa di avere violentato e ucciso la piccola Fortuna Loffredo, il 24 giugno del 2014.
La conferma della nuova iscrizione nel registro degli indagati, risalente agli inizi di maggio, si è avuta con l'interrogatorio che la donna ha reso oggi nel carcere di Benevento dove è detenuta perché accusata di concorso nelle presunte violenze sessuali subite dalla tre figlie minorenni, fatti contestati allo stesso Caputo a cui oggi l'autorità giudiziaria ha notificato un avviso di chiusura indagini.
Davanti ai pm la donna ha ripercorso i terribili attimi in cui il figlio, era il 27 aprile 2013, si sarebbe sporto, a suo dire, dalla finestra per guardare un elicottero che passava, per poi precipitare nel vuoto. "Le accuse contro di me sono false, Antonio è morto per un incidente che ancora oggi non riesco a spiegarmi", si è difesa l'ex compagna di Caputo, fino a pochi giorni fa indagata per la morte del figlio ma per il reato, meno grave, di omicidio colposo, per non aver dunque vigilato adeguatamente sul piccolo ed evitato la tragedia. Ad accusarla in particolare le dichiarazioni rese dalla sorella di Caputo, Antonella, presente al momento del fatto, confluite in una file audio trasmesso oggi da Radio Rai e in un video diffuso dall'Ansa nel quale la donna, parlando con degli amici, rivela di essere sicura che a uccidere il bimbo, per ritorsione contro l'ex marito, è stata la madre.
"Ha ucciso lei Antonio, l'ex marito la ricattava - ha raccontato la donna - non voleva farle vedere la creatura, e allora lei ha detto o con me o con nessuno". Accuse gravi che la teste aveva già fornito ai carabinieri subito dopo la caduta mortale di Antonio, ma allora, in assenza di altri riscontri, non fu ritenuta attendibile. "Cosa è cambiato oggi rispetto ad allora? Non lo - risponde Salvatore Di Mezza, legale della mamma di Antonio - anche perché di riscontri tecnici non ne sono stati fatti. La Procura avrà in mano altri elementi che però non ci ha mostrato". La donna indagata per l'omicidio del figlio avrebbe fornito dei particolari sulla vicenda, oggetto di segreto istruttorio, senza però accusare nessuno, e confermando che in casa al momento del fatto c'erano lei, il figlio Antonio, la madre Angela Angelino e appunto Antonella Caputo. Nei giorni scorsi Raimondo Caputo, interrogato in carcere, aveva confermato il racconto della sorella: "Antonio Giglio - aveva detto - fu gettato giù dalla madre, me lo disse mia sorella che era presente". La vicenda di Giglio si intreccia con quella di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni che viveva nello stesso stabile di Antonio, morta l'anno dopo allo stesso modo, cadendo nel vuoto dai piani alti della palazzina. Per la bimba, di cui domani ricorre il secondo anniversario della morte, il presunto responsabile, Raimondo Caputo, è stato individuato grazie alle testimonianze delle tre figlie minori della donna; per Antonio invece la situazione era più complessa, in quanto la morte fu subito inquadrata come un incidente. Nelle scorse settimane l'avvocato Angelo Pisani, che difende il padre e i nonni di Fortuna, ha chiesto alla Procura di Napoli anche la riesumazione della salma di Antonio per fare chiarezza sulla vicenda.
La Procura di Napoli Nord oggi ha emesso l'avviso di chiusura indagini per l'omicidio di Fortuna Loffredo nei confronti di Raimondo Caputo, accusato di omicidio e violenza sessuale.
L'indagato avrà ora venti giorni di tempo per decidere se rendere interrogatorio ai pm, prima che la procura formuli la richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini comunque proseguono per verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone nel delitto citate da Caputo durante l'ultimo incidente probatorio.

 

23-06-2016 19:33:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA