MERCOLEDÌ 03 GIUGNO 2020
La ricerca

Il tumore si può curare, le storie di chi è guarito terapia per i malati

La convinzione degli scienziati: la medicina narrativa ha una sua efficacia

di Redazione
Il tumore si può curare, le storie di chi è guarito terapia per i malati

Oggi il cancro fa meno paura perché, con le 'armi' attuali, in moltissimi casi si può sconfiggere: a testimoniarlo sono gli oltre due milioni di italiani che da questa patologia, solo fino a pochi anni fa definita 'male inguaribile', sono invece guariti. Per loro hanno funzionato cure tradizionali e all'avanguardia, ma un ruolo positivo, in tante di queste storie, ha avuto anche il racconto del proprio vissuto, diventato una vera e propria 'terapia'.
E' la cosiddetta medicina narrativa, ''efficace secondo vari studi scientifici ma che nelle facoltà italiane non viene ancora presa in considerazione'', sottolinea il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi. E proprio alla medicina narrativa è dedicata 'Si può vincere', una nuova rubrica del canale Salute&Benessere di ansa.it, realizzata in collaborazione con l'Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e presentata oggi al ministero della Salute. Raccontare la storia della propria malattia, sottolinea il presidente AIOM Carmine Pinto, ''è importante perché coniuga due aspetti: il paziente racconta come ha superato la malattia, ma allo stesso tempo fa conoscere quanta vita c'è dietro una storia. D'altronde - rileva - la comunicazione oggi è un aspetto rilevante anche nella malattia, e non abbiamo paziente che non vada su internet o non legga storie di altri che hanno vissuto la stessa esperienza. Perché, attraverso la narrazione di chi ce l'ha fatta, si può passare dalla probabilità astratta alla possibilità concreta di guarire". Infatti, secondo un sondaggio AIOM, l'81% dei malati ritiene che la scrittura sia una forma di terapia e per il 78% il dialogo con il medico è efficace. Una testimonianza è venuta anche dall'attrice Monica Guerritore, oggi guarita da un tumore al seno: "Ho deciso una volta guarita di raccontarlo, perché in un momento come quello comunicare la tenacia dell'essere umano è stata la prima cosa che mi è venuta in mente - ha detto -. Ad aiutarmi sono state la mia forza e la forza degli scienziati che mi hanno portato fin qui".
Raccontare, dunque, aiuta a superare la malattia. Ma prima di ciò, resta il problema di riuscire a reperire informazioni valide su terapie e nuovi farmaci, dal momento che ''viviamo in un momento di memorabili scontri tra informazione e disinformazione nel settore della salute'', ha ricordato il sottosegretario Vito De Filippo. E se gli italiani sono sempre più attivi nella ricerca in rete di informazioni sulla salute, sono ''poche le fonti autorevoli e certificate in grado di rassicurare'', avverte l'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano. In questo contesto, 'Si può vincere' è una ''rubrica di servizio - sottolinea il direttore dell'ANSA, Luigi Contu - e al servizio di quanti con la loro storia possono essere di aiuto ad altri, venendo incontro al bisogno dei lettori di trovare notizie rigorose, accurate nonché di sostegno".
I numeri del cancro, però, continuano a crescere e nel 2015 in Italia sono state stimate 363.300 nuove diagnosi. Nonostante i passi avanti, il 64% dei malati ritiene di essere ancora discriminato e che vi sia uno stigma a livello sociale e lavorativo. Ma il messaggio lanciato oggi è che dal tunnel della malattia si può uscire comunque a testa alta. Un'ulteriore prova è il libro di Giacomo Perini, 'Non siamo immuni': una storia di malattia, a soli 18 anni, presentata oggi, testimonianza di forza nel vincere questa battaglia. 

15-03-2016 19:26:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA