MERCOLEDÌ 28 SETTEMBRE 2022




Il Caso

In Marocco i rifiuti tossici della Terra dei Fuochi

Nave sospetta bloccata a Rabat, insorgono gli ambientalisti locali

di Redazione
In Marocco i rifiuti tossici della Terra dei Fuochi

“Il Marocco non è una discarica”. Lo striscione campeggia nel porto di Casablanca. Proprio di fronte ad una nave che sta per scaricare 2.500 tonnellate di spazzatura. Provenienza Italia. Campania. Terra dei Fuochi.
Sotto allo striscione decine di ragazzi si muovono con dei volantini tra le mani. Raccolgono firme per una petizione contro le navi che da alcuni mesi avrebbero cominciato a scaricare rifiuti provenienti dal nostro paese.
Campania, o Abruzzo, non si capisce bene. Di certo si sa che in Marocco sta per esplodere una vera e propria sommossa popolare.
La storia è cominciata qualche giorno fa. Quando nel porto di Rabat, un centinaio di chilometri più a nord di Casablanca, un cargo battente bandiera italiana chiedeva di poter scaricare il suo ‘prezioso’ carico. Munnezza. Dicono al porto per ridimensionare la cosa. Rifiuti tossici. Denunciano immediatamente le organizzazioni ecologiste.
Neanche il tempo di far esplodere la polemica e di verificare il carico, e la nave scompare. Anzi. Prova prima a sbarcare a Casablanca poi fa perdere le sue tracce.
Il segnale è chiaro. C’è un traffico di rifiuti pericolosi che arriva dall’Italia. E secondo gli ambientalisti non sarebbe il primo carico che entra in Marocco. "Arrivano dalla Terra dei fuochi, e vengono smistati tra El Jadida e Safi, il centro sulla costa atlantica divenuto una discarica a cielo aperto”.
Il ministro dell'ambiente marocchino, Hakima El Haité, getta acqua sul fuoco: "I rifiuti non sono ancora stati inceneriti - assicura - tutto è fermo a Bouskoura, in attesa dei risultati delle analisi".
Un passo indietro rispetto a quello che aveva assicurato in un primo momento. E cioè che i rifiuti erano già arrivati nelle sedi di smaltimento e che le analisi italiane e marocchine avevano già dato il via libera, con tanto di assicurazione per la salute dei cittadini.
Mentre in Marocco esplode la contestazione delle organizzazioni ambientaliste, la domanda più insistente è: “Sono veramente della Terra dei Fuochi, quei rifiuti?”. Qualcuno sta sversando rifiuti tossici in Marocco? Chi gestisce questo traffico?
In Italia il caso è diventato politico sebbene le informazioni sull’origine delle ecoballe non siano state ancora aggiornate.
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Viglione, segretario della Commissione Ambiente, in una interrogazione ha chiesto spiegazioni al presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che si è difeso con poche parole: “la Campania non c’entra”.
Quei rifiuti arriverebbero dall’Abruzzo e una volta tanto Napoli e la sua provincia non ha nessuna responsabilità.
Ma la vicenda non si ferma qui. Di certo ci saranno nuovi sviluppi.


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12-07-2016 16:21:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA