DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020
L'inchiesta

Incubo carcere per Aliberti, il Tribunale del Riesame: "E' pericoloso, deve andare in cella"

Accusato di un patto elettorale con i clan, lo sfogo dell'ex sindaco di Scafati su Fb: "Fatemi difendere in un processo"

di redazione
Incubo carcere per Aliberti, il Tribunale del Riesame:

Deve andare in carcere. Per Aliberti si materializza l’incubo peggiore. Dopo le accuse della Procura di avere conquistato la poltrona di sindaco grazie ad un patto elettorale con la camorra, arriva anche la decisione del Tribunale del Riesame che stabilisce il carcere per l’ex primo cittadino di Scafati. Indagato per violazione della legge elettorale, con l'aggravante del metodo mafioso e per scambio elettorale politico-mafioso per lui diventa sempre più probabile l’ingresso in una cella. Tuttavia per lui non si aprono ancora i cancelli di una prigione perché la difesa presenterà ricorso in Cassazione.
Il Riesame ha anche deciso che dovrà finire in carcere Luigi Ridosso, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per Gennaro Ridosso, ritenuto esponente di spicco dell'omonimo clan.
Al vaglio della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno ci sono le elezioni comunali del 2013 nel comune di Scafati e le Regionali in Campania del 2015 nelle quali è stata eletta la moglie Monica Paolino, che proprio da Scafati ha fatto partire la sua campagna nelle fila di Forza Italia. Come spesso ha già fatto negli ultimi mesi, Aliberti sceglie direttamente Fb per dire ciò che pensa. “Datemi la possibilità di difendermi in un processo". Cosi' scrive sui social network dopo aver appreso "con profondo rammarico ma anche animato dal coraggio e dalla forza della mia famiglia e dei miei figli della decisione del Tribunale del Riesame di Salerno". E attraverso il social, Aliberti critica anche le motivazioni addotte dal Riesame che lo definisce "un soggetto pericoloso". A finire sotto la lente critica dei magistrati è proprio il suo uso di Fb, poiché risulta che "attraverso tale social egli continua ad interagire con la cittadinanza di Scafati in modo da mantenere viva l'attenzione politica sulla sua figura ed a imprimere la convinzione della sua perdurante influenza nelle scelte politiche che interessano il governo della città". E’una delle tesi a sostegno della necessità del carcere anche dopo l’arrivo dei commissari prefettizi che lo hanno sostituito al governo di Scafati. "Addirittura influenzerei le scelte dei commissari. - commenta l'ex sindaco di Scafati - Pensavo di essere un uomo che avesse la possibilità di esprimere i propri convincimenti personali". "È vero sono indagato per reati gravi – riconosce Aliberti - da oltre 2.5 anni in attesa si chiudano le indagini e di poter essere giudicato su fatti di cui non ho neppure conoscenza in un confronto che si fondi su prove e non solo denunce o presunzioni. Questo per dimostrare che non solo non ho mai avuto rapporti con la camorra ma che un popolo, formato da liberi cittadini, mi ha dato il proprio consenso in libertà". 

22-09-2017 17:03:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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