MARTEDÌ 25 GENNAIO 2022




Il caso

Jihadista avrebbo potuto colpire in Italia, arrestato tunisino a capo di un traffico di migranti

Era a San Marcellino un fedele dell'Isis, tradito dai suoi post su Fb

di Redazione
Jihadista avrebbo potuto colpire in Italia, arrestato tunisino a capo di un traffico di migranti

Avrebbe potuto colpire in Italia, firmando il primo attentato nel nostro Paese. A tradirlo i commenti lasciati su Facebook, tracce che gli inquirenti hanno seguito per arrivare fino a lui. Era pronto "in linea concettuale a colpire in Italia" il tunisino di 41 anni Khemiri Mohamed Kamel Edine, arrestato questa mattina a San Marcellino, nel Casertano, con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo perché ritenuto un adepto dell'Isis, per cui faceva propaganda su internet anche attraverso la diffusione di un vademecum con le regole del "jihadista solitario". "Khemiri non ha compiuto azioni concrete, ma dalle indagini è emersa la possibilità che potesse colpire. E' un soggetto molto pericoloso, anche perché è un tipo intelligente che sapeva farsi ascoltare. E tra l'altro era il factotum della moschea di San Marcellino" dicono gli inquirenti.
Per i magistrati il tunisino, che viveva nell'appartamento sopra il luogo di culto islamico e che qualche conoscente e amico chiamava "Bin Laden", oltre ad essere a capo di un gruppo che forniva a stranieri permessi di soggiorno con documenti falsi, facendosi pagare 600 euro a pratica, era molto attivo dal punto di vista ideologico e nell'azione di propaganda dei principi dell'Isis; non si è mai fatto fotografare con armi, come altri aspiranti terroristi, ma ha sempre commentato con tono entusiastico, con parole come "giustizia è fatta", gli attentati avvenuti a Parigi nel gennaio 2015 contro il giornale satirico Charlie Hebdo, a Copenaghen, oppure a Tunisi al Museo del Bardo. In arabo aveva scritto sul suo profilo, poi chiuso, "io sono isissiano finchè avrò vita e se morirò esorto a farne parte". Sempre sul suo profilo Facebook campeggiava la foto di una bandiera francese calpestata con un anfibio.
Intercettato nella sua auto, Khemiri sentiva continuamente litanie islamiche, al computer si collegava spesso con siti legati all'Isis, diffondeva il decalogo del terrorista solitario, con regole concrete come quella di evitare di essere visto dalle telecamere di sorveglianza dei luoghi prescelti per un attentato, o di far perdere le proprie tracce subito dopo aver colpito; il 41enne inoltre chattava con persone residenti all'estero, e non identificate, ma che secondo gli inquirenti potrebbero orbitare nella galassia del fondamentalismo.
Nonostante tali elementi però il Gip del Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di arresto presentata dal sostituto procuratore di Napoli Francesco Regine, in quanto ha ritenuto che Khemiri non avesse "compiuto alcuna azione concreta o preparatoria". Il 21 gennaio 2015 un arabo accoltella nove pendolari israeliani a Tel Aviv. "Allah è grande. La migliore mattinata della Terra Santa. Che Dio benedica queste mani!!!". E' uno dei post pubblicati su Facebook da Mohamed Kamel Khemiri, il tunisino arrestato oggi per aver favorito l'immigrazione clandestina e indagato dalla procura di Napoli per terrorismo internazionale.
Nelle due richieste di misura cautelare avanzate dal pm di Napoli Luigi Cannavale, ed entrambe respinte dal gip, sono riportanti numerosi post su Facebook e Twitter nonché intercettazioni telefoniche, in cui si manifesta esultanza per gli attentati islamisti e si esprime condivisione per l'ideologia dell'Isis ("Sono IsIsiano finché avrò vita. E se morirò vi esorto a farne parte"). "Sarà uno Stato sulla scia del Profeta", dice in una conversazione con un tale Adel del 26 gennaio dello scorso anno.
Il 7 gennaio 2015 i commenti su Facebook si riferiscono all'uccisione a Parigi dei vignettisti di Charlie Hebdo e successivamente all'assalto nel supermercato kosher. All'inizio Khemiri dà una lettura degli eventi in chiave complottista.
Sostiene che i terroristi siano in realtà agenti del Mossad.
"Come fanno due incappucciati in una macchina Citroen ad entrare nella sede di un giornale ed uccidere 10 persone e un agente di sicurezza e ferirne altri con armi da fuoco?....sono dei professionisti...chi ha seguito il video percepisce che il luogo sembra totalmente vuoto dai passanti, i due uomini armati passeggiavano come fosse un allenamento. Né polizia né passanti.
La storia è girata e il film preparato". Poi alcune ore più tardi scrive: "Dal mio punto di vista, l'operazione accaduta a Parigi è opera dei servizi segreti...ma se non fosse così io l'appoggio con tutto il mio cuore... e se Dio vuole ciò che verrà è peggio e più amaro...è già tutto scritto". E un suo amico commenta: "non anticipare gli eventi...ogni evento è nuovo grazie a dio per l'uccisione di quei criminali (i giornalisti - ndr) e la Palestina non tornerà con un voto dell'Onu ma con la jihad e il sangue".
E quando il presidente Usa Obama invita gli islamici a non aderire alle posizioni integraliste, Kamel Il 25 settembre 2014 commenta: "Lo sceicco Obama dice: i giovani nel mondo arabo e islamico non devono seguire l'onda dell'integralismo in quanto non rappresentano l'Islam....e io dico: i giovani nel mondo arabo e islamico devono ucciderti e gettare a terra i tuoi resti per i cani".

05-08-2016 18:49:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA