MERCOLEDÌ 01 DICEMBRE 2021




approfondimento

La cannabis light è legale? Da quando e come si è evoluta la legge nel tempo

Aprrofondimento su uno dei temi più controversi dell'ultimo periodo

di Redazione
La cannabis light è legale? Da quando e come si è evoluta la legge nel tempo

Il prodotto che ha prodotto la crescita più netta negli ultimi anni è senz’altro il CBD. Si pensi che la legge che lo ha reso ufficialmente legale è entrata in vigore nel Gennaio del 2017 e alla fine del 2018 aveva già prodotto incrementi del 700%!

Ad oggi infatti è possibile acquistare canapa light sullo shop online Justbob senza alcun problema, ma non solo. Infatti i prodotti derivati dalla canapa o cannabis ad oggi in commercio, sono moltissimi e tutti perfettamente legali.

I cosmetici, farmaceutici e alimentari a base di CBD si sono moltiplicati negli anni e si sono aggiunti a tutti quei prodotti che vengono utilizzati da molti utenti per gustarsi le proprietà non psicoattive dei cannabinoidi.

 

Che cosa sono i cannabinoidi e perché sono legali?

Iniziamo con il dire che quando ci si riferisce alla cannabis, alla marijuana o alla canapa, si sta parlando in realtà di una stessa pianta. Il fatto è che in molti Paesi si cambia il nome in base al tasso di THC presente. Che cosa è il THC? Lo vedremo a breve.

Nella canapa sono presenti due molecole molto differenti: il CBD e il THC. La prima è un cannabinoide non psicoattivo, come abbiamo accennato, l’altro ha effetti psicoattivi.

Le sostanze psicoattive generano una serie di effetti che alterano anche le percezioni spazio temporali e donano un generale stato di euforia.

Il CBD invece ha proprietà rilassanti, antidolorifiche e antinfiammatorie ma non genera alcun effetto alterato o comunque psicoattivo.

Per questa ragione il CBD, noto come cannabidiolo, è considerato perfettamente legale, anche in Italia, mentre il tetraidrocannabidiolo, detto THC, non è considerato legale in moltissimi Paesi.

Per ottenere i benefici del CBD, in maniera del tutto legale, è necessario dunque liberarsi della presenza del THC presente in maniera naturale nella pianta.

Questa necessità, mista alla poca conoscenza della materia di molti, ha generato un dibattito molto sterile, nel nostro Paese ma non solo, che aveva preconcetti ideologici più che logici.

 

Il CBD è legale in Italia?

Il livello mediatico italiano, come è risaputo, non è senza dubbio uno dei più alti e la cannabis è finita nel tritatutto del dibattito politico più di una volta.

Si fa di tutta un’erba un fascio, ed è proprio caso di dirlo! Si confonde la cannabis light con la marijuana venduta illegalmente, il THC con il CBD, gli effetti rilassanti con quelli psicoattivi.

A rendere meno bizzarra la situazione è arrivata nel Dicembre 2016 la Legge 242 che è entrata in vigore il 14 Gennaio 2017. Purtroppo questa norma entrava già in conflitto con le normative comunitarie ma voleva essere un punto di riferimento per tutti.

Il punto di riferimento è durato poco però visto che in data 30 Maggio 2019 una sentenza della Corte Suprema di Cassazione ha rimesso tutto in gioco partendo dalle basi.

Lo sconvolgimento è stato totale soprattutto per tutte quelle realtà imprenditoriali che avevano usufruito delle aperture create dalla legge 242.

Ma procediamo con ordine. La sentenza della Corte di Cassazione recitava queste stesse parole che riportiamo dalla trascrizione originale:

Integrano il reato previsto dal Testo unico sulle droghe (articolo 73, commi 1 e 4, dpr 309/1990) le condotte di cessione, di vendita, e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa light, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”.

Un vero e proprio terremoto che ha scosso un ambiente che produceva già all’epoca un giro di affari da oltre 150 milioni di Euro annui, nel nostro Paese.

Senza entrare troppo nello specifico del dispositivo della sentenza possiamo dire che secondo la Corte, i coltivatori di canapa autorizzati potrebbero coltivare piante che abbiano un “effetto drogante” che sia inferiore allo 0.6% ma non potrebbero poi commercializzarle.

L’idea assurda di questa sentenza, che si esprime anche con parole imbarazzanti (come “efficacia drogante”) e non con termini comunemente accettati dalla scienza, come THC, era quella di autorizzare la produzione ma non la vendita.

E’ bene precisare che entrava in conflitto, oltre che con la legge 242, anche con diverse normative di stampo europeo. Ciò detto, per fortuna alla fine ha prevalso la Legge 242 del 2016 che, con tutte le sue lacune, per il momento costituisce il vero punto di riferimento in materia.

In questa norma viene ben specificato che in Italia è perfettamente legale produrre e commercializzare prodotti derivanti da cannabis “light”, anche detta “depotenziata”, che abbiano però tassi di concentrazione di THC compresi tra 0.2 e 0.6%.

Per dare un termine di paragone si pensi che molta marijuana che circola illegalmente nel nostro Paese ha tassi di THC che superano abbondantemente il 30%.

 

Lo stato dell’arte in Italia

Ad oggi nel Bel Paese sono presenti più di mille negozi dedicati, distributori automatici e un fatturato che supera abbondantemente i 40 milioni di Euro.

Il mercato della produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi quali le biomasse, è diventato immediatamente un vero business. In pratica l’Italia ha riscoperto la canapa, dopo esserne stata uno dei maggiori produttori mondiali negli anni 40 del Novecento.

Gli italiani consumano molto volentieri il CBD legale andando a sfruttare tutti i benefici medici riscontrati nella svariata gamma di prodotti derivati dalla canapa.

Non è presente nessuna azione psicoattiva, ma gli effetti positivi vengono apprezzati nel trattamento di patologie dolorose e spesso invalidanti. Un vero successo anche per terapie anti dolore nei malati di cancro.

E’ importante anche il contributo che la canapa light dà alle problematiche di tipo psicologico come nella cura contro ansia e depressione.

Estremamente interessante anche l’utilizzo di CBD legale nell’andare in soccorso di soggetti affetti da disturbi alimentari con effetti evidenti: il soggetto riceve uno stimolo dell’appetito più forte e può sfruttare al contempo le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti del CBD.

Per questo motivo i prodotti derivati da CBD oramai hanno riempito totalmente gli scaffali di bibite, birre, gomme da masticare, tisane, alimenti, cosmetici, oli…

11-08-2021 09:50:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA