LUNEDÌ 24 GENNAIO 2022




Il fatto

La coppia che scoppia, in un anno raddoppiati i divorzi: boom di tradimenti tra colleghi

In continuo aumento le separazioni, per l'Istat nel 2015 il 57% in più

di Nino Longobardi
La coppia che scoppia, in un anno raddoppiati i divorzi: boom di tradimenti tra colleghi

Vi è mai capitato di uscire con amici o amiche e di soffermarvi, brevemente, a pensare che il gruppo con il quale siete a cena, al mare, a teatro, al cinema è composto maggiormente da individui separati o divorziati?

Probabilmente sì, perché, ultimi dati ISTAT alla mano, le separazioni ed i divorzi hanno un trend ascendente inarrestabile; addirittura i divorzi hanno registrato un 57% in più nel 2015 (ultimo dato pubblicato) rispetto al 2014, frutto probabilmente anche della introduzione della novella normativa dettata dalla legge 55/2015 nota ai più come legge sul “divorzio breve”.

Nel dettaglio di quanto radiografato dall’Istituto di Statistica nazionale emergono dati anche contrastanti tra loro.

A fronte di un aumento dei matrimoni, la cui età media è di 32/35 anni dei novelli sposi vi è anche un incremento delle separazioni, più 2,7% registrato nel 2015 rispetto all’anno precedente.

Particolare è anche il dato relativo alla tenuta dei matrimoni: a dieci anni dalla celebrazioni dello stesso sono 911 su 1.000 quelli non in crisi mentre è fissato a 17 anni la durata media dei matrimoni al momento della separazione, con mariti di età media di 48 anni e mogli di 45.

Un dato che fa riflettere. Più si va avanti nel tempo uniti in matrimonio più ci si separa. Probabilmente ciò non è frutto dell’esaurirsi della “sopportazione” reciproca o dell’affievolimento dell’amore coniugale ma bensì del sopraggiungere di nuovi equilibri o disequilibri familiari, in primis le minori remore a dare dolori ai figli oramai quasi adulti, ben consapevoli dei rapporti tesi familiari e maggiormente idonei a sopportare genitori separati.

La introduzione della legge n. 54 del 2006 disciplinante il prevalente regime di affidamento condiviso dei figli minori e che ha previsto accedersi all’affidamento esclusivo ad uno dei coniugi solo nei casi in cui l’affidamento condiviso si prospetti contrario agli interessi della prole, ci consegna un Paese dove l’89% di tutte le separazioni sono regolamentate dall’affidamento condiviso tra i genitori.

Tale situazione, sicuramente preferibile per la normale crescita psicofisica dei figli, ha portato però, massimamente nei casi di aspro conflitto tra i coniugi, ad un aumento dei contenziosi relativi alle scelte educative e straordinarie in genere per i figli.

Conflitti che, ovviamente, si acuiscono laddove la separazione è causata da infedeltà di uno dei coniugi, sebbene la maggiore percentuale di separazioni sia quella consensuale, seguita da quella giudiziale, con o meno richiesta di addebito, consistente, per chi non mastica termini giuridici, nell’incolpare il coniuge della fine del matrimonio soprattutto a causa di una relazione extraconiugale

Emblematico, in tema, è uno studio, già pubblicato anni addietro dal quotidiano La Stampa di Torino, nel quale venivano disaminate le cause di deflagrazione del vincolo matrimoniale, evidenziando al primo posto il tradimento di uno dei coniugi.

Tradimento che è maggiore al Nord rispetto al Sud dove spicca in testa la città di Napoli e che vede al primo posto delle instaurazioni delle relazioni amorose che poi, successivamente inducono a separarsi, i luoghi di lavoro.

Ebbene sì, i colleghi sono quelli con i quali maggiormente si tradisce il proprio partner. I luoghi di lavoro dove si tradisce maggiormente sono gli ospedali, le redazioni giornalistiche, gli studi professionali, seguiti a distanza dagli Uffici Pubblici e dalle banche.

Tali infedeltà non sono rimaste sottotraccia ed hanno avuto una eco ed una amplificazione anche da parte dei media dove sono fiorite trasmissioni e discussioni quasi quotidiane in argomento: serie televisive quali “Alta Infeldetà” trasmessa sulla piattaforma Sky, al di là della veridicità o meno delle vicende di tradimenti narrate sono indice che oltre a santi, Poeti e navigatori siamo un popolo di traditori.

26-04-2017 12:02:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA