MERCOLEDÌ 08 APRILE 2020
Castellammare

La holding della marijuana stipendia un esercito di insospettabili: profitti per milioni di euro

Nel business della droga coinvolte intere famiglie, dai contadini ai ragazzini in scooter

di Redazione
La holding della marijuana stipendia un esercito di insospettabili: profitti per milioni di euro

Una fabbrica per fare soldi, a capo gli uomini ai vertici del clan. Sono loro ad assoldare collaboratori che in diversi ruoli si occupano del business della marijuana, dalla coltivazione fino allo spaccio. Un affare che frutta molti soldi alle cosche tra Castellammare e i Monti Lattari, ma che fa lavorare in un’economia illegale e parallela tante altre persone. Intere famiglie che vivono ai confini delle organizzazioni criminali tra Castellammare e i piccoli comuni dei Lattari. Nella catena di produzione si comincia dai contadini che aiutano la camorra nella coltivazione dell’erba, poi affidata ai pastori nel ruolo di controllori.  Vastissime le coltivazioni di cannabis scoperte negli ultimi mesi, con piante arrivate anche ai quattro metri di altezza. Un business non stimabile che mette in circolo milioni di euro. Agricoltori e pastori finiti sotto la lente dei controlli durante le vaste operazioni di sequestro della marijuana, quei visi di insospettabili al lavoro sotto il sole. E’ lo spaccato ricostruito dagli inquirenti e raccontato da un’interessante inchiesta su Metropolis a firma di Tiziano Valle. Ma i coltivatori sono solo il primo anello della catena. Il secondo passaggio prevede il confezionamento delle dosi in posti ritenuti meno a rischio controlli. Ovviamente la gestione del trasporto e dello smistamento è affidata ai gregari dei clan, che hanno anche il compito di pagare i dipendenti di questa fabbrica in nero e fuorilegge. Così la droga arriva nelle case delle famiglie stabiesi individuate in alcuni quartieri come il Centro antico e il Savorito, ma sempre più spesso non tra quelle segnalate e con precedenti penali. Come, seguendo altri circuiti accade anche a Torre Annunziata, dove una perquisizione dei carabinieri ha portato a scoprire nella camera da letto di un ragazzino di sedici anni la marijuana, ma anche un bilancino e tutto quanto è necessario per fare i pacchetti delle dosi. Coinvolte in questa fase le famiglie nascondono la droga e la confezionano. Ognuna gestisce piccoli quantitativi per rendere più difficili i controlli e ridurre i rischi delle perquisizioni. Pronte le dosi vengono affidate a donne, meno soggette a controlli o ragazzi molto giovani, in giro in scooter. Così la droga arriva alle piazze di spaccio e con la vendita di erba dei Lattari si alimenta una parte del sistema finanziario dei clan stabiesi e gragnanesi. Tutti insospettabili i collaboratori delle organizzazioni criminali che vivono ai confini del sistema camorristico. Un sistema che andrebbe in grande difficoltà se passasse la legge sulla liberalizzazione delle droghe leggere. I droga shop perderebbero la lunga fila di clienti che oggi costituisce parte delle entrate delle cosche.  Ma questa è un’altra storia. 

21-08-2016 18:32:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA