GIOVEDÌ 28 OTTOBRE 2021




la medicina

La trincea e il dolore

Il Centro di terapia del dolore dell’Ospedale di Gragnano, avamposto di eccellenza

di Red
La trincea e il dolore

Le riflessioni del prof. Claudio Quintano e del dr. Amleto Vingiani sulla Terapia del dolore.

Il dolore fisico è indispensabile, è uno strumento evolutivo che ci protegge dai traumi continui che altrimenti ci renderebbero invalidi in pochi anni come dimostrato in quei rari pazienti affetti da analgesia congenita, ma il dolore non si limita a proteggerci, rende penose tante patologie, rende inferno in terra la vita per alcuni.
Il dolore attanaglia l’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra e la stessa nascita non è forse il primo ed il più terribile dei traumi?
I miti e le religioni, la stessa storia del pensiero sono grandi narrazioni che cercano di dargli una giustificazione, ne sono difesa e consolazione.
Nel nostro mondo ormai tutto laico, è la Tecnica a farla da padrona ed ogni problema è visto come sua declinazione, così anche il dolore viene pensato in chiave tecnica e ad esso si associa sempre una proposta terapeutica nella convinzione, purtroppo fallace, che tutto possa esser così risolto e che ci debba essere sempre una efficacia.
Chi ha passato la vita tra i malati sa che non è così: il dolore grave, quello serio, oncologico, neuropatico o più banalmente da artrosi grave non ha sempre una efficace terapia; talvolta non lo è affatto salvo somministrare oppioidi quale ultima spiaggia dopo molto ed inutile soffrire, in genere quando sta finendo tutto.
Ben lo sa chi ha avuto su sé stesso o sui propri cari la terribile esperienza del dolore cronico.
In quei casi si nota la insopportabile inadeguatezza di chi dovrebbe aiutarci: è in campo in cui tutti scappano, si usano pochi farmaci che funzionano talvolta male o addirittura fanno danno e, con tragica ironia, proprio per questo si invita a non farne abuso.
Ma cosa ne è di chi è diventato solo un grumo di dolore, di chi è perennemente nella nebbia perché o soffre o è obnubilato dai farmaci?

In questo contesto ci sembra quasi un miracolo il Centro di Terapia del Dolore, sorto da pochi anni presso l’Ospedale di Gragnano con il dott. Biagio Galizia e guidato ora dal dott. Michele De Luca.
Qui vengono prescritti ovviamente tutti i farmaci indicati nel dolore cronico fino agli oppioidi ma passando anche per i più recenti derivati della cannabis che consentono una potente analgesia senza i problemi dei morfino-simili.
Ma non ci si ferma certo ai farmaci, si pratica l’infiltrazione di plessi e di radici nervose restituendo quasi all’istante una vita attiva e piena a persone immobilizzate da settimane da sciatalgie, cervico-brachialgie e radicoliti altrimenti intrattabili.
Ed interrompendo lunghi e tossici trattamenti con steroidi ed anti-infiammatori.
Abbiamo visto trattare con l’impianto di un catetere epidurale dolori neoplastici severi e restituire al giorno chi ci aveva rinunciato,  praticare radiofrequenza alle articolazioni del ginocchio restituendo il sonno e talvolta il passo ad anziani che non si era potuto protesizzare.
E questo con il solo ausilio di un infermiere esperto, Antonio Carolei, che inoltre medica e gestisce Picc e Porth, per 365 giorni all’anno, anche durante il Covid. 
Una trincea coraggiosa  e valida contro il Grande Nemico, che dà certo luce alla nostra spesso problematica Sanità.  Ma fragile perché chi la gestisce è solo, coadiuvato da alcuni specializzandi non strutturati e solo in alcuni giorni della settimana. Fragile anche perché questa straordinaria opportunità  di combattere la grande ingiustizia di un dolore cronico e devastante è poco conosciuta. Tra gli stessi medici di base, territoriali ed ospedalieri pochi sanno ciò che è davvero possibile fare in questo Centro e che insospettata ed incredibile risorsa abbiamo!  Servendocene solo parzialmente….  
E’ ora che chi coordina le cose della nostra Sanità faccia crescere e conoscere questa realtà che ha creato.

 

01-05-2021 10:21:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA